Povertà estrema, c’è la carta per l’inclusione. “Riguarderà 170 mila soggetti”

ROMA – Una “carta di inclusione sociale” contro la povertà estrema. Il Consiglio dei ministri ha adottato il provvedimento che riguarderà, secondo il ministro del Welfare Giovannini, circa 170 mila persone. Contestualmente, viene prorogata per tutto l’anno anche la prima e storica “carta acquisti”, la cosiddetta “social card”: una decisione che riguarda, sempre secondo il titolare del dicastero del Lavoro e Politiche sociali, 425mila persone. Il provvedimento si aggiunge alla sperimentazione su una “nuova social card”, destinata in particolare al contrasto della povertà estrema delle famiglie, già in corso nelle dodici città italiane con più di 250 mila abitanti.

“Nel provvedimento adottato per il lavoro e per l’inclusione sociale – dice il premier Letta in conferenza stampa – voglio segnalare delle misure che per noi sono il segno di un’attenzione al problema sociale che la popolazione sta vivendo”. Una di queste è “la nascita della carta per l’inclusione sociale che è un intervento contro la povertà estrema, uno degli elementi che crea oggi maggiore preoccupazione e fatica: contro di essa creiamo questa carta estesa a tutto il mezzogiorno e legata alla sperimentazione che cerca di combattere povertà estrema”.

Con il pacchetto lavoro – dice il ministro Giovannini – si possono “attivare potenzialmente circa 200 mila soggetti di cui 100 mila con la decontribuzione e 100 mila con tutte le altre misure”, spiega il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, a Palazzo Chigi. “La nuova carta per l’inclusione sociale – spiega – riguarderà 170 mila soggetti e la proroga fino a fine anno della social card 425 mila persone”. Insomma, “un impatto piuttosto rilevante”. Giovannini annuncia poi la nascita di “una struttura di missione presso il ministero del lavoro per l’anticipo dei fondi di garanzia in arrivo dall’Europa e per rendere più semplice la ricollocazione sul mercato dei disoccupati con una banca dati nazionale di tutti i soggetti insieme ai dati di Unioncamere sulla domanda di lavoro delle imprese”. 

“L’assunzione a tempo indeterminato di giovani tra 18 e 29 anni prevede l’azzeramento totale dei contributi per i primi 18 mesi nel caso in cui l’assunzione venga da fuori dell’impresa e di 12 mesi nel caso ci sia una trasformazione a tempo indeterminato”.Dice il ministro. Il provvedimento approvato dal Cdm “riguarda sia il sud che il centro-nord”.


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