Il giallo della vacanza di Nazarbaev

OLBIA —C’è stato o no l’incontro segreto fra Silvio Berlusconi e Nursultan Nazarbaev, da una vita presidente del Kazakistan? Berlusconi ha risolutamente smentito l’informazione rimbalzata dall’Unione Sarda su telegiornali e agenzie di stampa. Ma non tutto il mistero su ciò che è accaduto i primi giorni di luglio nella grande villa che si affaccia sul promontorio di Punta Aldia (20 chilometri a sud di Olbia) si è dissolto.

Nazarbaev era lì con la sua famiglia e una scorta di almeno 30 uomini. Ci è rimasto una settimana ed è ripartito proprio mentre esplodeva il «caso Shalabayeva». Lo hanno visto tanti, turisti e residenti, mentre andava e veniva fra la villa e uno yacht di 70/80 metri, su tre mastodontici tender/gommoni, uno per la famiglia e gli altri due per gli addetti alla sicurezza. E altrettanti hanno visto per qualche giorno un inusitato apparato di sicurezza (in particolare il pomeriggio del 6 luglio) intorno al complesso residenziale H2O, in particolare vicino alla villa di Ezio Maria Simonelli, professionista con studio commerciale e tributario con incarichi nella galassia di società del gruppo Fininvest-Mediaset-Mondadori: carabinieri, polizia e persino rinforzi dell’apparato privato di sorveglianza del villaggio.

Le ville H2O sono una decina. Il soggiorno di Nazarbaev era stato preparato con cura da settimane: lavori di allargamento degli accessi, manutenzioni di viali e giardinaggio. Il presidente kazako voleva affittarne almeno 4, ma una signora milanese ha rifiutato e lui si è dovuto «accontentare» di 3: quella di Simonelli (350 metri quadrati, colonne e pietra a vista, terrazze con oleandri e buganvillea, un parco con olivastri, querce e lentischi) per la famiglia, un’altra vicina per la scorta. Una terza era per il seguito ma una parte è dovuta rimanere a bordo dello yacht. Che non è di proprietà di Nazarbaev, ma è stato affittato da una società che fa charter.

«Deve arrivare un personaggio molto importante» così hanno risposto gli agenti della sicurezza in servizio davanti alla villa di Simonelli, a chi chiedeva le ragioni del concentramento di forze. Gli ordini: evitare code d’auto e soste davanti ai cancelli. Le ville H2O sono a qualche centinaio di metri dall’ingresso Punta Aldìa, villaggio (hotel,residenze, porto e campo da golf) fondato più di 30 anni fa dalla famiglia Fumagalli (elettrodomestici, marchio Candy). Il pomeriggio del giorno 6 nella villa che ospita Nazarbaev c’è una festa, discreta. Poche decine di invitati, compreso «il personaggio molto importante». Un elicottero di colore chiaro prende terra nel parco della villa e chi appare? «Era proprio lui, Berlusconi». Fra gli uomini di sicurezza e i pochissimi non kazaki presenti alla festa, c’è chi non tiene il segreto e qualche giorno dopo nel porticciolo di Punta Aldia e nei bar della vicina San Teodoro si straparla del «vertice». Con abbondanza di particolari: aveva il solito maglione blu, saluti rapidi e di cortesia, non ha partecipato alla festa, si è appartato con l’amico Nursultan per meno di un’ora e poi è andato via.

La smentita rilanciata da Palazzo Grazioli («il presidente non ha lasciato Arcore e non è andato in Sardegna») dovrebbe recidere indiscrezioni e chiacchiere, ma non è proprio così. Si insiste ancora su voli di jet del gruppo Fininvest-Mediaset all’aeroporto di Olbia, in concomitanza con il soggiorno di Nazarbaev; ma si sottolinea anche che a luglio a Portorotondo ci sono spesso anche i figli di Berlusconi e che aerei e elicottero (che evita i trasferimenti in auto dall’aeroporto di Olbia a villa Certosa, ritenuto a rischio) arrivano e partono con frequenza.

Nazarbaev intanto è partito. Tornerà ad agosto, si assicura: aveva già prenotato ville e yacht. Ma dopo il «vertice» (più o meno segreto e vero) pochi ci credono.

Alberto Pinna


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