Rcs, alla Borsa piace la Fiat primo socio
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MILANO — La Borsa promuove il rafforzamento della Fiat nel capitale della Rcs con un progresso del titolo del 25,91%, fino a 1,73 euro. Ma l’assetto azionario definitivo dopo l’aumento di capitale da 400 milioni si conoscerà solo alla fine di questa settimana quando emergerà con precisione chi avrà esercitato i diritti di opzione e chi no. «Oggi l’obiettivo è quello di dare un assetto a Rcs che gli garantisca di essere il grande gruppo editoriale italiano che è — ha detto ieri il presidente del Lingotto John Elkann — oggi la parte più importante è garantire questa stabilità».
Dopo il blitz che ha portato la Fiat ad acquistare diritti di opzione in Borsa per salire nel capitale Rcs fino al 20,1% ora si sta cercando di capire quale possa essere la reazione di Diego Della Valle, titolare di un 8,7% e candidato anch’egli a rafforzarsi, anche in un’ottica di bilanciamento delle voci nella casa editrice che controlla il Corriere della Sera.
Già durante questa settimana erano previsti degli incontri tra l’imprenditore marchigiano e i banchieri più influenti presenti nel patto di sindacato della casa editrice, Giovanni Bazoli per Intesa Sanpaolo e Alberto Nagel per Mediobanca. Ma al momento non vi sono conferme che tali incontri possano effettivamente avere luogo. Di certo non vi sarà alcun faccia a faccia tra Della Valle ed Elkann. «L’unico incontro di cui sono a conoscenza — ha detto ancora il presidente della Fiat — è quello che dovrebbe svolgersi a fine mese del patto di sindacato. Non mi risulta che Della Valle sia nel patto».
Dalla prossima settimana fino al 27 si potrà poi svolgere l’asta dei diritti rimasti inoptati e raccolti dal consorzio di garanzia, capitanato da Bnp Paribas e da Banca Imi. Ma le banche potrebbero anche decidere di sottoscrivere le azioni e poi di venderle in un momento successivo. Una volta che la mappatura del nuovo azionariato sarà conclusa anche la Consob, che sta monitorando da vicino le vicissitudini della società, potrà tirare le sue conclusioni. Con sostanziosi cambiamenti all’interno del patto, infatti, non si può escludere che l’authority possa sancire un “change of control”.
La sensazione, comunque, è che non si prendano decisioni a breve sia per quanto riguarda lo scioglimento anticipato del patto sia sul fronte di una revisione del piano industriale, anche per non dover correggere ciò che è stato scritto sul prospetto informativo. A settembre, invece, ad aumento chiuso, si potrà discutere di tutto con gli azionisti che saranno rimasti intorno al tavolo. Incluse possibili alleanze con azionisti terzi che potrebbero far comodo per sottoscrivere la seconda parte della ricapitalizzazione da 200 milioni che nella sostanza è già stata decisa. «Non ci sono assolutamente alleanze in vista» ha tenuto a precisare Elkann in merito alle indiscrezioni che parlano di un coinvolgimento del gruppo Murdoch nel futuro riassetto Rcs. Ma, tra qualche mese, tutto sarà possibile, inclusa una separazione in più parti della casa editrice sottoposta negli ultimi mesi ad analisi di tutti i tipi per capire quale possa essere il suo destino industriale.
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