Vacanze sarde per il dittatore kazako nella villa di un amico di Berlusconi

Nel bel mezzo dello scandalo era in Italia. Mentre esplodeva l’imbarazzante caso diplomatico sull’espulsione di Alma e Alua Shalabayeva — moglie e figlia del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov — il plenipotenziario presidente Nursultan Nazarbaev si gustava cinque giorni di vacanza in un magnifico angolo di Sardegna. Non la chiassosa e ostentata Costa Smeralda. Il presidente kazako Nazarbaev, con famiglia, un plotone di agenti di sicurezza e servitù al seguito, si godeva la più discreta San Teodoro, pochi chilometri a sud di Olbia. Dalla sua villa da 200 metri quadri, con annesso ampio giardino, in affitto a Puntaldia, si è riposato davanti all’isola Tavolara.
Nazarbaev, a quanto risulta a Repubblica, è sbarcato a Olbia con un volo di Stato kazako, esattamente una settimana fa. Ha soggiornato nella villa del comprensorio H2O, di proprietà di un uomo da sempre vicino a Silvio Berlusconi, il commercialista milanese Ezio Maria Simonelli. Studio in centro a Milano, una lenzuolata di cariche alla Bocconi, ma soprattutto nelle società del gruppo Fininvest (è anche nel collegio sindacale della Mondadori), presidente dei revisori dei conti della Lega Calcio e candidato alla presidenza — lo scorso dicembre — da Adriano Galliani, altro suo vecchio amico e avvistato nella villa di Puntaldia un anno fa insieme a Kakà. Una coincidenza il soggiorno dell’amico di Silvio Berlusconi, Nazarbaev, in una villa sarda di proprietà di Simonelli? L’interessato lo giura. «Sapevo dall’agenzia che erano ospiti dei russi, non sapevo che fosse il presidente kazako», garantisce il commercialista, assente da San Teodoro in questi giorni.
Fatto sta che lo vedono sbarcare tutti, Nazarbaev, in questo riservato pezzo di Sardegna costruito trent’anni fa dall’industriale brianzolo Peppino Fumagalli – mister Candy – e meta di personalità televisive e politiche, approdo negli anni scorsi dei natanti di Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema.
Del resto, in paese era difficile non notare le venti guardie del corpo, gli assistenti e i segretari, il cuoco personale, un esercito che ha occupato
altre tre ville del comprensorio per proteggere la privacy dell’oligarca kazako, della moglie e di due bimbe (le nipoti?). Fuori, a rinforzare il dispositivo di sicurezza, gli uomini della questura di Nuoro guidata da Pierluigi D’Angelo. «Chiama per il presidente kazako?». La voce al cellulare di Bruno Santamaria, presidente del Circolo Nautico di Puntaldia di cui Ezio Simonelli è uno dei soci fondatori, è squillante. «Sì, lo abbiamo visto due sere fa al ristorante in piazzetta – racconta – con tutto il personale. Si sono fatti vedere poco in giro, questo posto lo hanno scelto per la tranquillità».
Soprattutto sono usciti in panfilo, Nazarbaev e il personale, un ottanta metri su cui si imbarcava al mattino e tornava al tramonto a sbrigare i suoi riservatissimi affari tra le architetture della villa di Simonelli, disegnate con affaccio sul mare da tutte le finestre da Gianni Gamondi, altro uomo di fiducia di Berlusconi per cui progettò anche Villa Certosa trenta chilometri più a nord, a Punta Lada. Incontrollate voci di paese favoleggiano di una presenza dell’ex premier in questi giorni a Porto Rotondo e di un incontro con Nazarbaev ma sono, appunto, dicerie (dato che l’ex presidente del Consiglio è stato avvistato altrove). «No, non abbiamo visto il presidente Berlusconi in questi giorni — spiega il vicesindaco di San Teodoro, Maurizio Inzaina — ma tutti sanno che con il presidente kazako sono molto amici. Nazarbaev? Lo abbiamo visto in spiaggia e nei ristoranti. No, non è venuto a far shopping, e nemmeno la moglie e le bimbe. Qui si viene per stare in relax».


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