Blitz in Francia, preso il kazako Ablyazov

PARIGI — Anche in Francia Mukhtar Ablyazov riceve un trattamento speciale, anche qui le autorità, per ore, dicono di non saperne nulla. In serata finalmente la gendarmeria di Grasse e i magistrati di Marsiglia confermano le indiscrezioni rivelate dall’avvocato: il dissidente e uomo d’affari kazako è stato arrestato ieri pomeriggio alle 15 in una villa di Mouans-Sartoux, in Provenza. Il grande nemico del presidente-dittatore Nazarbaev si era rifugiato tra la capitale mondiale dei profumi Grasse e l’ultima dimora di Picasso, con un passaporto diplomatico della Repubblica centrafricana e il nome di Ayan Murat. Oggi dovrebbe comparire in tribunale alle 10.30, e saranno i magistrati di Parigi a decidere della sua sorte.
Le forze speciali francesi — «pesantemente armate», dice l’avvocato — hanno fatto irruzione per catturare Ablyazov in base a una richiesta di estradizione emessa dall’Ucraina (e non dalla Russia, come sembrava in un primo tempo). Due mesi fa, il 31 maggio, erano stati gli agenti italiani a cercare di arrestarlo entrando di notte nella sua casa di Roma: la moglie Shalabayeva venne rispedita in Kazakistan con la figlia Alua di sei anni, a bordo di un aereo privato, in circostanze drammatiche.
Fu il disvelamento di un intrigo internazionale che ha rischiato di far cadere il governo italiano, e che conosce una svolta con l’arresto in Francia, a lungo negato, di ieri. Dopo le prime notizie pubblicate sul sito del Financial Times , sono caduti dalle nuvole prima la Procura di Grasse — «ci sembra strano perché tutto passa da noi, e noi non ne sappiamo nulla» —, poi il commissariato di Grasse – «lo saremmo venuti a sapere» e pure gli addetti stampa del ministero dell’Interno a Parigi: «Siamo all’oscuro, ma faremo le dovute verifiche». Intanto, su Facebook, il figlio dell’ex ministro dell’Energia kazako confermava l’arresto e lanciava già un appello per impedire un’estradizione «rapida e illegale come è già successo in Italia a mia madre e mia sorella». La mancanza di informazioni fa pensare a un’operazione decisa e condotta in segretezza, senza avvisare le autorità locali.
La richiesta di estradizione ucraina e quindi l’entrata in azione della Francia riguardano il buco in bilancio dell’ex banca di Ablyazov, la Bta, pari ad almeno 6 miliardi di dollari, per il quale l’ex ministro è accusato in Kazakistan di frode e riciclaggio. Nel 2011 Ablyazov ottenne asilo nel Regno Unito, ma nel febbraio 2012 ha lasciato il Paese, su un pullman diretto in Francia, alla vigilia della sentenza che lo avrebbe condannato a 22 mesi di carcere per oltraggio alla Corte (Ablyazov non ha collaborato con i magistrati inglesi che indagavano sul crollo Bta).
Dopo che il caso è salito all’attenzione internazionale con il blitz di Casal Palocco, la famiglia di Ablyazov ha indicato che probabilmente il governo del Kazakistan avrebbe fatto ricorso all’aiuto di governi amici come quelli di Russia o Ucraina, per ottenere l’estradizione del politico e uomo d’affari caduto in disgrazia.
I due figli Madiyar e Madina ieri sera hanno scritto che «nostro padre si trovava in Francia legalmente. Sappiamo che le azioni delle autorità ucraine sono condotte per conto del regime kazako. Nostro padre è il maggiore oppositore politico del dittatore del Kazakistan, Nursultan Nazarbaev, che perseguita la nostra famiglia in tutto il mondo. Nostro padre è in grave pericolo, in Kazakistan è stato più volte torturato e ha rischiato di essere assassinato, abbiamo paura che la Francia lo metta alla mercé di Nazarbaev. Di recente nostra madre e la nostra sorella minore Alua sono state rapite e trasportate illegalmente in Kazakistan dall’Italia. Ora preghiamo che le autorità francesi non consegnino nostro padre».
Un oppositore politico perseguitato, come sostiene la sua famiglia, o un truffatore che in qualità di presidente della Bta ha sottratto almeno 6 miliardi di dollari a creditori importanti come le banche americane e italiane (da UniCredit a Mps)? Tocca adesso alla Francia stabilire chi è veramente Mukhtar Ablyazov.
Stefano Montefiori


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