Porrajmos, un sito ricorda l’olocausto dei rom

by Sergio Segio | 1 Agosto 2013 14:52

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MILANO – 2 agosto 1944. Ad Auschwitz-Birkenau trovano la morte 2897 rom nel forno crematorio numero 5. Quella strage segna nella storia il giorno della memoria del popolo rom, il porrajmos, “divoramento” in lingua romanì. Il 2 agosto 2013 va on line www.porrajmos.it, il primo museo virtuale per ricordare la strage di sinti e rom e i campi di concentramento in Italia.Il portale è finanziato al 70 per cento (il restante è coperto dai partner,ndr) dalla Commissione europea attraverso Memors, un progetto sulla memoria attiva dei cittadini europei. I partner sono Associazione Sucar Drom, Università L. da Vinci , Federazione Rom e Sinti Insieme (FRSI) , Fondazione Fossoli e FLARE (Freedom Legality and Rights around Europe). “La strage è stata totalmente rimossa dalla storia: lo si vede dai libri di scuola, dal fatto che nonostante sia riconosciuta dallo Stato italiano, non è inserita tra gli eventi da ricordare nel giorno della memoria”, commenta la curatrice del progetto Alessandra Landi, dell’Associazione Sucar Drom. Eppure, secondo le stime, la metà della popolazione rom dell’epoca è stata sterminata da quella che fu una pulizia etnica, concepita solo su base razziale.

Il museo virtuale nasce da un’idea di Nando Signora (Oxford University), Luca Bravi (Università L. da Vinci di Chieti) e Ian Hancock (University of Texas, Austin). “Dopo il primo periodo di diffidenza, ora siamo riusciti a collaborare con i Comuni che hanno ospitato campi di concentramento”, racconta Landi. I Comuni di Agnone (IS), Tossicia (TE) e Prignano sulla Secchia (MO) hanno ospitato incontri pubblici in cui è stata riscritta la storia dimenticata dei rom sterminati. E il merito è soprattutto degli studiosi che hanno dato corpo al progetto e che hanno saputo entrare nelle istituzioni un passo alla volta. Prima di tutto con il teatro. “Uno spazio per la memoria”: così si è chiamato lo spettacolo che nel 2012 all’interno del progetto Memors che ha portato il porrajmos all’interno delle scuole. Ora www.porrajmos.it è lo stadio finale del progetto, il luogo che racchiude tutte le verità storiche reperite con tanta difficoltà, in particolare da Luca Bravi. Per leggere il sito conviene partire dalla sezione storica, in cui si racconta il contesto. Poi c’è una cartina interrativa che segna, in Italia, quali sono stati i campi per la pulizia etnica dei rom. Da ultima, la sezione più toccante: quella delle testimonianze dirette e indirette delle vittime. (lb)

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