Spagna, l’Infanta va in esilio travolta dagli scandali del marito

L’INFANTA va in esilio. Cristina, la figlia minore di re Juan Carlos, al centro, insieme al marito Iñaki Urdangarin, di uno dei maggiori scandali finanziari che hanno coinvolto la monarchia spagnola, si trasferisce con i quattro giovani figli a Ginevra, in Svizzera. L’allontanamento di Cristina, 48 anni, secondogenita dopo Elena e prima di Felipe, il principe ereditario, era stato deciso da tempo a Casa Reale, e si inserisce nella strategia degli spin-doctor del re che ha l’obiettivo di risollevare l’immagine della monarchia. Ma potrebbe essere anche il preludio ad un divorzio da Urdangarin, fortemente voluto dal padre di lei per depennare dall’ambito reale quel marito truffatore e fedifrago. Mentre Cristina prenderà la residenza in Svizzera e lavorerà al coordinamento dei rapporti con l’Onu della Fondazione Caixa, l’istituzione nella quale è impiegata da anni, suo marito Iñaki sarà costretto a rimanere molto tempo a Barcellona per difendersi nel processo in cui è imputato.
Il tentativo è comunque quello di separare il destino dell’Infanta Cristina da quello, ormai segnato, di suo marito e di regalarle un po’ di tranquillità dopo mesi di disgrazie, accuse e pettegolezzi. Il caso “Noos”, lo scandalo della società di beneficenza e promozione dello sport, fondata da Iñaki e Cristina, utilizzata come copertura per accaparrarsi illegalmente fondi pubblici, non ha solo rivelato l’avidità di Urdangarin ma anche le sue numerose avventure extra matrimoniali. Un brutto affare anche in un paese abituato alla vita molto frivola della sua jet-society ma intensamente indignato — anche in conseguenza della crisi — da truffe e imbrogli a spese della comunità. A causa delle frodi di Urdangarin il Comune di Palma di Maiorca ha ritirato dal viale del centro la targa dedicata ai duchi (Cristina e Iñaki appunto), lei è stata insultata per strada a Barcellona, e sua madre, la regina Sofia, fischiata quando è apparsa sul palco del Teatro reale a Madrid.
Mentre i giornali fanno a gara a rendere pubbliche le email personali del genero reale consegnate al giudice dal suo ex socio in affari.
Il sospetto, in questi mesi di burrasca, è sempre stato quello che le frodi di “Noos” fossero solo la cima di un iceberg nel quale, in realtà, anche la Casa Reale fosse coinvolta molto di più. E che Iñaki, alla fine, sia solo la vittima sacrificale che pagherà per tutti. Per la moglie Cristina che, secondo il giudice che ha cercato di indagarla, era al corrente di tutto ed ha firmato documenti compromettenti. Per lo stesso re, che sapeva o sospettava dei traffici ma chiudeva un occhio. Messa al bando in famiglia, il fratello Felipe si rifiuta di riceverla o salutarla insieme al marito, Cristina ora se ne va. Il resto della storia, prossima condanna di Urdangarin a parte, forse non si conoscerà mai.


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