Epifani, i paletti verso il congresso «Leader e candidato, ruoli diversi»

MODENA — «Le regole? Non è che io passo le mie giornate a pensare a questo, sarei malato. Ciò che mi interessa è che siano rispettate. Hanno detto che il congresso va fatto entro novembre e ora non si può cominciare a dire “ma”, “forse”, altrimenti il Pd non è né democratico, né un partito». L’Arena sul Lago è un suggestivo catino nel cuore della Festa Democratica di Modena: Matteo Renzi è accolto come una star. Gridolini, pacche sulle spalle, lui che dà «cinque» ai bambini. Luca Telese, giornalista di La7 cerca di portarlo sulla guerra delle regole e il sindaco, pur convinto che «alla gente interessano altre cose», non si sottrae. Torna sulle primarie che lo videro sconfitto: «Il Pd sbagliò al ballottaggio tra me e Bersani. Avrei perso lo stesso, ma con regole più aperte avremmo vinto poi le elezioni e invece abbiamo dato l’impressione di respingere la gente, il contrario di quello che deve essere la sinistra». Ora però si apre un’altra fase e Renzi, in vista del congresso, mette le carte in tavola: «Voglio un gruppo dirigente nuovo». Lo ripete tre volte. La gente si scalda. Lui insiste: «Il Pd è stato spesso in mano a dirigenti che nei loro territori perdevano anche le elezioni condominiali. E ci vengono a dare la linea…».
Non sarà una passeggiata. Qualche ora prima dalla Festa nazionale di Genova, dal comizio conclusivo del segretario Guglielmo Epifani, è arrivata per il sindaco di Firenze una mezza doccia fredda. E proprio sulle regole. «Separare il ruolo di segretario da quello di candidato premier» ha affermato il numero uno del Pd, ridando fiato a chi vede dietro l’offensiva renziana il rischio di ritrovarsi con un uomo solo al comando e un partito talmente leggero da farsi evanescente. Epifani, pur non forzando i toni, ha proposto all’assemblea nazionale del 20 settembre alcune modifiche, la principale delle quali sarebbe quella di prevedere «un segretario di alto livello che segua il partito, che può anche essere candidato a Palazzo Chigi, ma senza che vi sia un automatismo». Una modifica, ha tenuto a precisare Epifani, che «non punta ad indebolire la figura del segretario», ma ad offrire «uno strumento in più, una maggiore flessibilità». E, cosa che molti temono, ad evitare che un’eventuale elezione di Renzi alla segreteria inneschi un pericoloso corto circuito con il premier Letta. Altra modifica suggerita da Epifani («Ma l’assemblea è sovrana») riguarda la celebrazione dei congressi: «Meglio partire dal basso, dai circoli, per poi arrivare al nazionale».
Ed è proprio dal basso che Renzi sta partendo. A Modena, come già era avvenuto a Reggio e a Bologna, cerca e trova la base. L’etichetta del rottamatore gli resta addosso. Una signora, nel silenzio dell’Arena sul Lago, gli grida: «Matteo, mandali tutti a casa!». E lui: «Abbiamo trovato la candidata…». Poi precisa: «La rottamazione non è solo anagrafica, è una questione culturale. C’è da rottamare la rassegnazione. Io combatto contro chi pensa che l’Italia non abbia un futuro». E quando Telese gli ricorda, tra i tanti sostenitori dell’ultima ora, il nome di Fioroni, Renzi insorge: «Fioroni no, Fioroni no!».
Da Genova intanto sono arrivate, sul caso Berlusconi, parole chiare da parte di Epifani. Nessun spiraglio: «Senza uno Stato di diritto diventa una Repubblica delle banane». Quindi, tra gli applausi, quasi a fugare le diffidenze di molti della base: «Vi voglio assicurare che noi ce la faremo a difendere il principio per cui tutti sono uguali davanti alla legge». E se il Pdl deciderà di staccare la spina, «se ne assumerà la responsabilità». Perché, ha aggiunto, «il problema è di Berlusconi e del Pdl: non chiedano al governo o al Pd di risolverlo, non ne abbiamo titolo». Il segretario ha quindi lanciato due stoccate a Grillo. Una sulla riforma elettorale: «Mi ha colpito la sua intenzione di voler andare al voto subito con il Porcellum». L’altra sulla natura del movimento: «Contrapporre alla democrazia parlamentare quella diretta significa arrivare alla cancellazione della democrazia».
Francesco Alberti


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