Daniele e Alessandro morti per lo scoppio nel silos

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Un’operazione di routine negli stabilimenti della Ilsap Biopro, azienda che produce biodiesel, glicerina e oli raffinati. All’improvviso i due operai sono stati investiti in pieno da un’esplosione che li ha scaraventati a centinaia di metri. Un loro collega, Enrico Amati di 47 anni, originario di Sinalunga (Siena), ma da un anno residente a Sant’Eufemia di Lamezia, si è salvato. Le sue condizioni sono però gravi, ha ustioni sul 90% del corpo e per questo è stato necessario trasferirlo al Centro grandi ustioni di Catania. I tre operai non erano dipendenti della Ilsap Biopro, ma periodicamente svolgevano lavori di manutenzione negli impianti di Lamezia.
L’esplosione dentro lo stabilimento si è verificata poco dopo le 16: un boato, udito a diversi chilometri di distanza, ha paralizzato le attività dell’intera area industriale ex Sir, mentre in città qualcuno ha pensato all’ennesimo episodio di criminalità organizzata. Dopo lo scoppio una nuvola di fumo ha coperto il cielo sopra Lamezia. Le fiamme, alte più di venti metri, alimentate dall’olio combustibile hanno in pochi minuti divorato il silos e solo l’opera immediata dei Vigili del fuoco ha impedito che le fiamme raggiungessero le altre cisterne. Sarebbe stata una catastrofe ambientale. La Ilsap Biopro, infatti, è un’industria chimica che si occupa di raffinazione e di riutilizzo di rifiuti di origine organica.
La magistratura ha aperto un’inchiesta. Il sostituto procuratore della Repubblica di Lamezia Luigi Maffia ha ordinato il sequestro dell’impianto. Ci sono da individuare le responsabilità di questa nuova tragedia e capire se le condizioni di lavoro fossero adeguate alla normativa vigente. Le vittime e il ferito erano considerate dei professionisti nel loro settore. Al momento dello scoppio i tre operai si trovavano nel cestello di una gru, sulla sommità del silos, poi esploso. Erano impegnati a vigilare sul travaso di olio grezzo dalla cisterna-deposito a quella utilizzata per lo stoccaggio.
All’improvviso l’esplosione, che li ha buttati giù dalla gru e fatti schiantare al suolo. I soccorritori hanno parlato di scene raccapriccianti. I corpi dei due poveri operai erano irriconoscibili. Tante le attestazioni di solidarietà. A cominciare dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha voluto esprimere il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime. E poi quelle del presidente della giunta regionale della Calabria, Giuseppe Scopelliti, del collega della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del vescovo di Lamezia Cantafora e del sindaco della città Speranza.


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