In Austria vola l’ultradestra i socialdemocratici arretrano ma tiene la Grande coalizione
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VIENNA — Il vento di destra soffia sul Danubio. La grande coalizione dei socialdemocratici del cancelliere Werner Faymann e del suo vice e ministro degli Esteri, il democristiano Michael Spindelegger, resta al potere, conserva la maggioranza necessaria per continuare a governare la ricca, efficiente Austria. Ma è una maggioranza che si assottiglia, con i due maggiori partiti della Repubblica alpina che scendono ai loro minimi storici. E il vincitore politico appare Heinz Christian Strache, leader carismatico della destra radicale. Ecco i risultati delle elezioni legislative per il rinnovo del Nationalrat, il Parlamento federale austriaco. Una conferma di stretta misura e con perdite dei partiti europeisti al potere, ma soprattutto il campanello d’allarme dell’avanzata di Strache, una settimana esatta dopo il trionfo di Angela Merkel a Berlino.
Secondo i risultati provvisori, la Fpoe di Strache guadagna 4,5 punti salendo dal 17 al 21,5 per cento dei voti, confermando solidamente il suo ruolo di terza forza in Parlamento. È l’unico partito già presente nel vecchio Nationalrat ad accrescere i consensi. Mentre i socialdemocratici del cancelliere Werner Faymann restano sì prima forza, ma col 27,1 per cento perdono oltre due punti rispetto alle politiche precedenti, quelle del 2008. E i suoi alleati democristiani (Oevp) del ministro degli Esteri e vicecancelliere Michael Spindelegger scendono attorno al 23,8 per cento, contro il 26 per cento delle ultime legislative.
Il successo della destra radicale è accentuato se teniamo conto dei risultati di due altre formazioni, concorrenti di Strache: il “team Stronach” del “Berlusconi austriaco” Frank Stronach, imprenditore 81enne austrocanadese, fautore dell’uscita dall’euro, arriva al 6 per cento, e la Bzoe, scissione del partito di Strache promossa da Haider nei suoi ultimi anni, manca di poco col il 3,7 per cento la soglia di rappresentanza, 4 per cento qui nella Repubblica alpina. Volano i Verdi, il più accanito nemico della corruzione a sinistra, attestandosi tra l’11,4 e il 12,3, ma meno delle aspettative dei sondaggi che li davano al 15 per cento, e il nuovo partito liberale europeista Neos che arriva al 4,8-5,1 per cento. Faymann e Spindelegger avranno, ma assottigliata, la maggioranza per governare, con 99 seggi su 183, ma la crescita dell’euroscetticismo e della voglia di più nazione e meno Europa in Austria non passa inosservata, né a Berlino né a Bruxelles. Secondo i dati di ieri sera la coalizione perde 9 seggi, conservandone 53 socialdemocratici e 46 democristiani, la Fpoe ne ottiene 42, i Verdi 27, Stronach 11 e i Neos (nuovi liberali europeisti appunto) nove.
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