Grillo, niente portale per gli attivisti E sul blog è rivolta

La De Pin dice: «Non ho sentito minacce, ma ho visto una mano minacciosa. Castaldi l’hanno fermato i miei colleghi». Tra accuse e difese (poche), il caso De Pin risuona ancora in Transatlantico. Ma Grillo pensa ad altro e sul suo blog fa una clamorosa retromarcia, accusando i «pennivendoli» di non aver capito nulla sulla famosa piattaforma interattiva, attesissima (non dai cronisti, ma dai 5 Stelle).
Racconta la De Pin: «Oggi ho ricevuto 100 messaggi, quasi tutti di solidarietà, tranne qualche improperio». Si sente relativamente tranquilla: «Quando ho lasciato il gruppo è stato peggio: ero sola e disperata, non ho dormito per settimane». La solidarietà a 5 Stelle? «Me l’hanno data in 5».
Ieri è arrivata una novità sul fronte giudiziario. La De Pin aveva querelato per stalking il consigliere 5 Stelle Davide Borrelli. Il pm ha chiesto l’archiviazione. De Pin: «Ma il mio avvocato si è opposto, abbiamo 10 giorni di tempo. Purtroppo non ho registrato le telefonate di stalking. Il pm non ha ritenuto sufficiente la mia foto pubblicata su Facebook, con la scritta “Ogni città ha le proprie prostitute”». Al Senato ricordano che la De Pin «ha speso 5mila euro in giacche». Contro di lei sono schierati in molti. Castaldi si è detto «pugnalato» da alcuni colleghi. Andrea Colletti non ha dubbi: «Non ci importa nulla di queste persone, torneranno nell’oblio. Mi fanno pena: speravano di diventare sottosegretari». Alfonso Bonafede: «Non sopporto gli ex che si lamentano tremanti ogni volta che qualcuno li critica». Stefano Vignaroli: «E noi che dovremmo dire? L’onorevole Cera una volta ha minacciato di darmi un pugno». Davide Tripiedi: «Ha tradito le nostre idee e gli elettori. Chiunque altro al posto di Castaldi l’avrebbe insultata».
Intanto tornano le critiche interne all’immobilismo del Movimento, che rischia la marginalità. Luis Orellana: «Nella vita serve coraggio. Letta ha rischiato e vinto. Noi non tentiamo neanche una proposta di governo. Dobbiamo discutere, non obbedire tacendo».
Tra i malumori, quello della piattaforma che dovrebbe consentire agli attivisti di intervenire nel processo legislativo. Il portale è atteso da mesi. Ieri Grillo ha detto che sono solo «tiritere da giornalista pidimenoellino, scemo o orbo». Poi che il sistema operativo è «in costruzione da due anni» e consente numerose cose, elencate in 12 punti. Per il tredicesimo scrive: «Da sviluppare prossimamente: proposta legge parlamentare e regionale formulata dagli iscritti al M5S per i parlamentari e i consiglieri regionali». Nessuno strumento specifico che consenta agli attivisti di intervenire direttamente con emendamenti alle proposte di legge. Come chiesto da molti, «cittadini» a 5 Stelle compresi. Pioggia di proteste sul web contro Grillo. E qualcuno commenta: «Bastava dire che siamo in ritardo».
Alessandro Trocino


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