Battaglia navale alla regata Greenpeace: basta trivelle

L’abbordaggio è fallito. Ma la protesta è finita ancora una volta in mondovisione. Il duello infinito tra l’esercito di Greenpeace e il gigante russo dell’energia, Gazprom, incalzato dagli ambientalisti in ogni angolo del pianeta con l’accusa di mettere a repentaglio il clima e l’integrità dell’Artico con trivellazioni petrolifere, ha trovato ieri nel golfo di Trieste, durante la storica e prestigiosa regata velica europea della Barcolana (1.600 iscritti, 45 edizioni alle spalle), un palcoscenico mediatico di grande effetto, mandando in scena una sorta di «battaglia navale» tra i gommoni di Greenpeace e il poderoso servizio di sicurezza della barca Esimit 2 Europa, vela di 30 metri, di proprietà dell’armatore sloveno Igor Simsic, la cui colpa, agli occhi degli attivisti, è quella di avere come principale sponsor la Gazprom di Putin: con l’aggravante che la barca slovena batte, tra l’altro, bandiera dell’Unione Europea.
Un assalto che rientra in una strategia di visibilità internazionale e che segue di pochi giorni l’incursione degli attivisti di Greenpeace nello stadio di Basilea durante una gara di Champions League (torneo sponsorizzato da Gazprom) e il blitz di 3 settimane fa contro la piattaforma di trivellazioni Prirazlomnaya, che portò al fermo da parte delle autorità russe di 28 attivisti e due giornalisti (tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro), accusati di pirateria.
Ieri, in quella sorta di «stadio della vela» che ha reso unica la Barcolana, con l’altopiano carsico a fungere da gradinate per migliaia di spettatori, l’azione di Greenpeace non ha colto di sorpresa il team della Esimit 2 Europa, che aveva piazzato agenti della sicurezza in ognuna delle barche d’appoggio. Ma l’effetto scenico è stato centrato. A complicare i piani degli ambientalisti, che avevano intenzione di tentare l’abbordaggio con più di un gommone, ha giocato anche la decisione degli organizzatori di accorciare la gara a causa dello scarso vento. Due gommoni con a bordo una decina di attivisti e striscioni gialli con slogan in inglese in difesa dell’Artico («Save the Arctic», «Get out of the Arctic»), hanno prima tentato di ostacolare la corsa della barca slovena, mettendosi di traverso mentre stava superando la seconda boa del percorso. Poi, di fronte alla reazione della sicurezza e all’intervento delle moto d’acqua della polizia, sono stati costretti ad indietreggiare, limitandosi a scortare Esimit 2 Europa fino al traguardo, in uno sventolio di bandiere.
«Non protestiamo contro la Barcolana o il mondo della vela — ha affermato Federica Ferrario di Greenpeace Italia — ma contro lo sfruttamento dell’Artico da parte di Gazprom. È paradossale che proprio questa sia la prima barca con bandiera europea. Chiediamo il ritiro dei piani di trivellazione e la liberazione dei nostri compagni accusati di un reato, pirateria, in realtà mai commesso». Fine gara con esito scontato. Gli attivisti, che accusano la sicurezza di aver squarciato un loro gommone, sono stati denunciati per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Gazprom, grazie alla tecnologia di Esimit 2 Europa, si è aggiudicato la Barcolana. Chissà se vincerà anche la partita dell’Artico.
Francesco Alberti


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