Boccata d’ossigeno ai bilanci dei Comuni

ROMA — Un miliardo di euro. Tanto vale l’allentamento del patto di stabilità per i Comuni che potranno utilizzare questi soldi per investire sulle infrastrutture e per ridurre il prelievo della Tirse, la nuova service tax. «Un segnale importante che favorirà gli investimenti in conto capitale il blocco della spesa corrente. Una possibilità concreta per creare occupazione e smuovere l’attività economica. Si tratta di un segno nella direzione dello sviluppo e della fiducia », così il presidente del Consiglio Enrico Letta ha illustrato il provvedimento dedicato agli enti locali e contenuto nella nuova legge di stabilità.
Secondo quanto emerge da un documento del Governo, ai Comuni arriverà un altro miliardo dai trasferimenti della stessa Tirse (che andrà a sostituire i prelievi dell’Imu).
Nel provvedimento viene «Ulteriormente rafforzato il pagamento dei debiti commerciali della pubblica amministrazione, dato che le misure adottate porteranno maggiori introiti nella casse comunali » ha proseguito Letta, sottolineando che gli investimenti in conto capitale saranno di tipo infrastrutturale e riguarderanno: le Ferrovie (nello specifico, soprattutto la velocizzazione del corridoio adriatico), la manutenzione della rete autostradale e la prosecuzione dei lavori già cominciati dall’Anas.
Gli investimenti locali saranno rivolti a progetti già pronti e presentati dai comuni più virtuosi, come evidenziato dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, « I fondi verranno utilizzati prevalentemente per la manutenzione degli edifici pubblici e delle scuole, ma anche per rimediare a danni idrogeologici e naturali ». Nelle linee guida del provvedimento si legge che il provvedimento di stabilità prevede anche uno stanziamento di 300 milioni di euro la ricostruzione dell’Aquila.
Con questa legge di stabilità, il Consiglio dei ministri ha risposto alle esigenze più volte presentate dagli enti locali, «Chiediamo l’allentamento del patto di stabilità perché quello introdotto a suo tempo si è trasformato, soprattutto dal 2009, in una prigione che ha mortificato ogni autonomia e bloccato ogni investimento ». Così, si era espresso il presidente dell’Anci Piero Fassino, aggiungendo che uno dei modi per far crescere il Paese sarebbe stato quello di offrire ai Comuni spazi finanziari per rimettere in moto un ciclo di investimenti.
L’Anci chiedeva la soppressione del patto per i Comuni con meno di 5mila abitanti, insieme alla riduzione del contributo versato allo Stato, che nel 2013 è stato di circa 4-5 miliardi. Anche il sindaco di Roma Ignazio Marino ricorda che i Comuni utilizzano questi soldi per i servizi essenziali da erogare ai cittadini «In questo momento siamo in una situazione di disagio estremo e non è più possibile tollerare altre riduzioni, auspichiamo che la service tax sia modulata in modo tale da essere inferiore alle tasse che esistevano precedentemente, perché davvero bisogna mettersi nei panni dei cittadini e in quelli di chi li amministra ».


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