I DUE RAGAZZI CHE DIVIDONO LA SINISTRA DI HOLLANDE

I quali poi magari, col tempo, ci ripensano e si riappropriano delle idee che per istinto hanno delegato ai figli che sfilano sui boulevards. I motivi di questa spontanea solidarietà non sono soltanto quelli familiari. I giovani in agitazione sulle sponde della Senna sono l’espressione della scuola: e le scuole sono i templi, le chiese della République. E quindi vanno rispettate.
L’indignazione espressa da liceali e ginnasiali, sotto lo sguardo comprensivo degli adulti, può sembrare un paradosso.

Infatti, è dovuta all’espulsione di Leonarda, la kosovara, e di Khacik, l’armeno, vale a dire di due immigrati irregolari in un paese in preda a un forte vento di estrema destra, con evidenti venature xenofobe. Di recente i sondaggi hanno dato il Front National come il virtuale primo partito di Francia. Nonostante questo, esplode la solidarietà in favore di due stranieri espulsi perché senza permesso di soggiorno. La ragione è chiara, semplice, giudiziosa: la cacciata dei due giovani dalla Francia, proprio mentre frequentavano le loro rispettive scuole, è apparso un sacrilegio. Come nel Medio Evo le chiese erano un luogo sicuro per i fuggitivi, ricorda Laurent Joffrin, così i democratici considerano oggi le scuole.
Aggiunge uno storico, Patrick Weil, che la polizia ha agito correttamente per quanto riguarda il quadro giuridico; ma non per quel che riguarda lo spirito della legge. Quest’ultima consente di condurre alla frontiera uno straniero che ha esaurito inutilmente tutte le pratiche per regolarizzare la propria situazione. Ma la stessa legge autorizza a concedere il permesso di soggiorno a titolo umanitario, quando sono in gioco importanti problemi privati, familiari: e l’integrazione scolastica dei figli rientra in questo caso. Inoltre, il fatto che Leonarda sia stata interpellata proprio mentre partecipava a un’iniziativa della sua scuola, aggrava la situazione.
Manuel Valls, il ministro socialista degli Interni, è sotto accusa. Ed anche questo può apparire paradossale perché Valls è l’uomo politico più popolare di Francia. Comunque lo era fino a qualche giorno fa. A metterlo ko è stata Leonarda, la ragazzina kosovara, dicono adesso con ironia gli studenti che manifestano per le strade di Parigi.
L’emozione provocata dall’espulsione dei due giovani è attribuita, in gran parte, alla tensione creata dal ministro degli Interni. Il quale è diventato un accanito accusatore dei rom, delle donne col burqa e, in generale, delle minoranze immigrate, principali bersagli del Front National ma anche di larghi strati della società. Manuel Valls ha raggiunto la sua straordinaria popolarità presentandosi appunto come il campione della sicurezza. Alla quale è strettamente collegato il problema dell’immigrazione e dell’islamismo.
Popolare ministro di un governo impopolare, Valls è la centro di accese polemiche nel suo stesso partito. È in egual misura un personaggio prezioso, per gli ampi consensi che raccoglie nell’elettorato di destra e di sinistra, e l’imbarazzante espressione di una sinistra che per combattere il Front National ne adotta a volte metodi e linguaggio. L’espulsione dei due scolari viene giudicata come il frutto della sua politica. Gli si rimprovera di inseguire la popolarità venendo meno ai principi della sinistra. E dimenticando quanto sia pericoloso alimentare l’ansia, già forte, per la sicurezza.
Manuel Valls contende al Front National il monopolio dell’ordine. Il suo obiettivo, come uomo di sinistra, è di dimostrare che un governo socialista può garantire l’autorità e, potenzialmente, come dice Max Weber, l’«uso del monopolio della violenza fisica legittima ». È quel che Valls scrive nel libro (
Sécurité) in cui esprime con chiarezza le sue idee. Idee approvate da François Hollande, che gli ha affidato il ministro degli Interni, e sulle quali adesso il caso della giovane Leonarda getta una cattiva luce.


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