Elezioni europee 2014: “L’estrema destra cerca amici”

Geert Wilders (Pvv) e Marine Le Pen (Fn) Geert Wilders (Pvv) e Marine Le Pen (Fn)

A sei mesi dal voto i movimenti populisti moltiplicano i contatti tra loro per presentarsi uniti alle elezioni e riuscire a formare un gruppo al Parlamento europeo. Il 13 novembre la leader del Front national Marine Le Pen ha fatto visita al suo omologo olandese Geert Wilders. La stampa, soprattutto quella olandese, vede nuvole inquietanti all’orizzonte. 

“La gente come Le Pen. Che orrore”: così parlava nel 2007 il capo del Partito per la libertà (Pvv) Gert Wilders a proposito del capo del Front National (Fn), ricorda Nrc Handelsblad. Anche dopo le elezioni europee del 2009 Wilders continuava a non volere che gli esponenti del suo partito sedessero accanto a quelli del Fn al Parlamento europeo per non essere associati all’estrema destra, m oggi sembra aver ammorbidito la sua posizione. Il 13 novembre il capo del Pvv ha infatti ricevuto Marine Le Pen all’Aia per creare un’alleanza in vista delle elezioni europee dell’anno prossimo. La visita di Le Pen è stata accolta con scetticismo all’interno del partito a causa delle divergenze ideologiche tra le due formazioni. I due partiti condividono l’euroscetticismo e l’opposizione agli immigrati, ma le posizioni filoisraeliane e gay-friendly del Pvv lo allontanano nettamente dal Fn. Il quotidiano sottolinea che all’interno del Pvv 

Logo – NRC Handelsblad, Amsterdam

Per il momento le voci critiche non si fanno sentire pubblicamente, perché ricordano cosa è accaduto al loro collega Bontes (espulso recentemente per aver criticato la direzione del partito). Tuttavia se Wilders continuerà la sua collaborazione con Le Pen e il leader del FPÖ [austriaco Heinz-Christian] Strache, ci sono alte probabilità che alcuni esponenti del Pvv lascino il movimento. 

De Volkskrant critica il fatto che i partiti tradizionali olandesi non riescano a dare una “risposta chiara” alle voci euroscettiche del Pvv: 

Logo – De Volkskrant, Amsterdam

I difensori dell’Ue e dell’euro mostrano un ritardo allarmante. Sarebbe il momento di raccogliere la sfida, come ha fatto Wilders, con candidati e discorsi convincenti. E invece i partiti tradizionali  propongono illustri sconosciuti come capolista e scommettono su una scarsa affluenza alle europee per limitare i danni. Questo significa disprezzare gli elettori, e questo disprezzo non farà altro che aggravare la loro alienazione rispetto al progetto europeo. 

Logo – Trouw, Amsterdam

Su Trouw un arabista mette in guardia sulle conseguenze disastrose che potrebbero derivare da un’alleanza forte tra Pvv e Fn. Se per i partiti coinvolti l’intesa rappresenta “una situazione win-win”,

per i paesi europei non lo sarebbe affatto. L’Fn e il Pvv vogliono diffondere la loro ideologia incresciosa e xenofoba. Una volta che questa idea sarà instillata nei geni degli europei sarà difficile sbarazzarsene, come dimostra la nostra storia violenta.

Le Monde, Parigi

Secondo Le Monde l’obiettivo di Marine Le Pen e Geert Wilders è semplice: “l’estrema destra europea cerca di federarsi per creare un gruppo al Parlamento europeo dopo le elezioni del maggio 2014”. Tuttavia, nota il quotidiano, l’asticella è molto alta, e il traguardo dei due leader eurofobi non è ancora a portata di mano. Per costituire un gruppo, infatti, ci vorranno 25 rappresentanti in almeno 7 paesi dell’Unione europea, e per il momento mancano due paesi. Nella loro missione il Pvv e l’Fn possono infatti contare sui partiti dell’Alleanza europea per la libertà a cui appartiene Marine Le Pen […], tra cui troviamo l’FPÖ austriaco, i belgi del Vlaams Belang e i Democratici svedesi. Una riunione tecnica senza capi dovrebbe svolgersi giovedì 14 novembre a Vienna.

L’accordo Fn-Pvv suscita inquietudine anche in Europa centrale. Per il quotidiano slovacco Sme non bisogna fidarsi di Marine Le Pen e Geert Wilders, perché parlano di libertà e democrazia, affermano di riconoscersi nei valori liberali e sono favorevoli ai diritti di donne e omosessuali, ma in realtà vogliono difendere soltanto i loro elettori. Sono ostili agli europei dell’est, ai musulmani e agli immigrati in generale, e aborrono la perdita di sovranità a vantaggio di Bruxelles. […] I partiti di estrema destra sono in ascesa anche in Scandinavia. […] Ignorare il populismo non fa che rinforzarlo.

Proprio in Scandinavia Le Pen e Wilders dovrebbero incontrare qualche difficoltà a convincere i loro omologhi danesi, sostiene Politiken, secondo cui il Dansk Folkeparti rifiuta di lavorare con l’Fn per via delle “profonde radici antisemite” del partito francese. Il vicepresidente del Df Søren Espersen si è detto “estremamente sorpreso” dal fatto che i Democratici di Svezia prendano in considerazione l’ipotesi di una collaborazione. Secondo Politiken

È possibile che Marine Le Pen e il Front national ingannino ancora i francesi, ma non i populisti danesi.
 


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