La Bachelet vince ma non basta tra un mese il Cile va al ballottaggio

MICHELLE Bachelet contro Evelyn Matthei. Le figlie dei due generali amici, separati dal golpe di Pinochet nel 1973, si sfideranno nel ballottaggio delle presidenziali cilene il prossimo 15 dicembre. Nel primo turno ieri la leader socialista avrebbe ottenuto, secondo le proiezioni, il 46,7% dei suffragi; la sua avversaria di centrodestra, Evelyn Matthei, il 25,1%.
Molto indietro gli altri: dall’economista Franco Parisi (10,2%) all’indipendente di sinistra Marco Enriquez-Ominami (10,7%). «Voglio vincere subito, al primo turno», aveva detto votando ieri la prima donna presidente in Cile che quattro anni fa lasciò, perché la Costituzione non permette un secondo mandato consecutivo, con un tasso di gradimento che sfiorava l’80%. Non c’è riuscita e bisognerà attendere un altro mese ma non ci sono molti dubbi su quale sarà, dopo la breve stagione del centrodestra con la presidenza di Sebastian Piñera, il prossimo inquilino della Moneda.
A differenza del suo primo mandato — 2006/2011 — Michelle Bachelet è tornata a candidarsi con un programma molto più radicale. Ha allargato a sinistra la vecchia coalizione (socialisti, radicali e dc), coinvolgendo per la prima volta il partito comunista. E promette due svolte profonde: una riforma fiscale e più tasse per i ricchi in cambio di una Università non più privata e a pagamento ma pubblica e gratuita, in nome del diritto al studio; e una nuova Costituzione per cancellare anche quel che resta delle norme autoritarie della dittatura militare. Dopo gli anni all’Onu, dove ha diretto l’agenzia per le donne, la Bachelet è tornata in un
Cile scosso dalle rivolte studentesche e da un ampio movimento sociale che, sospinto dal boom economico, chiede più eguaglianza, più diritti, riforme sociali: circostanze che l’hanno convinta ad accentuare i tratti riformatori del suo programma.
Nel voto gli elettori hanno anche potuto dichiarare se sono a favore o meno della convocazione di una Assemblea costituente per la riforma della Carta Magna. Bastava scrivere la sigla «AC» sulla scheda. L’indicazione non avrà alcun valore formale ma sarà registrata nei risultati ufficiali fornendo un dato statistico che potrà avere peso politico. Nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento partecipano anche alcuni leader delle proteste studentesche, fra i quali c’è la famosissima Camila Vallejo che corre, alleata con la Bachelet, per un seggio alla Camera. In grande difficoltà invece è la destra che, dopo la vittoria di quattro anni fa, è stata costretta ad indicare un candidato di ripiego come Evelyn Matthei, poco amata e senza leadership. La persona sbagliata proprio per il legame simbolico forte con gli anni di Pinochet nei quali suo padre Fernando fu, come Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, uno dei principali protagonisti.


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