Contromossa di Seul: Sfida a Pechino sullo Spazio aereo

Le due zone si toccano su uno scoglio sommerso chiamato Ieodo in coreano e Suyan in cinese e che i due Paesi si contendono. La zona sudcoreana allargata entrerà in vigore dal 15 dicembre. La mossa segue quella della Cina, che il 23 novembre ha scosso l’equilibrio già instabile della regione lanciando una «zona di difesa e identificazione aerea» che copre le isole giapponesi Senkaku (Diaoyu nella rivendicazione cinese). Un maledetto intreccio.
Seul ha assicurato che l’estensione della sua zona verso Sud non coinvolgerà il traffico aereo civile e ha agito dopo aver informato Washington. Il vicepresidente americano Joe Biden è appena ripartito dopo una settimana di missione tra Tokyo, Pechino e Seul, proprio nel tentativo di far scendere la tensione. Ma ieri unità navali cinesi sono entrate nella zona delle Senkaku giapponesi.
È una regione di inimicizie storiche, con la Cina che ha contenziosi su isole controllate dal Giappone, dalle Filippine, dal Vietnam e dalla Sud Corea e vuole far sentire il peso della sua potenza economica; il Giappone ancora attratto da un revanscismo nazionalista; Seul dal 1953 ancora tecnicamente in guerra con la Corea del Nord. E gli Stati Uniti che hanno irritato Pechino con la loro politica «Pivot to Asia» che prevede il ridispiegamento di ingenti forze militari nel Pacifico.
Il più lucido sembra ancora Henry Kissinger: a 90 anni, il regista del grande disgelo Usa-Cina del 1972 ammonisce che «serve una partnership senza precedenti tra Washington e Pechino, per evitare un confronto che scivolerebbe verso una tragedia». Il dottor Kissinger, l’americano più vicino alla comprensione del pensiero politico cinese, dice che le relazioni non possono essere dirottate «da irritazioni momentanee per una zona aerea: ci sono 44 zone di difesa aerea nel mondo».


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