Lampedusa, vergogna d’Italia

 Le immagini che arrivano dal centro dove sono stipati gli immigrati a Lampedusa di tutto raccontano tranne che di accoglienza. È un video amatoriale girato da uno degli «ospiti» quello che è andato in onda lunedì sera sul Tg2, un video-choc. Immigrati che si spogliano in un vicoletto tra mura di prefabbricati, al freddo, nudi, gli operatori buttano a terra gli indumenti intimi e loro in fila si sottopongono a un idrante anti-scabbia. Le donne non si vedono ma il video-amatore che li ha ripresi in anonimato spiega che anche a loro è stato riservato lo stesso trattamento. «Dai, dai» dicevano gli operatori senza tanti convenevoli. Sembra una scena d’altri tempi. Abu Ghraib, il carcere delle torture americane in Iraq, secondo alcuni, un campo di concentramento nazista secondo altri. La malattia della pelle, la scabbia, anche quella una malattia da segregazione dura di sicuro non l’hanno portata ma presa a Lampedusa. Così come i pidocchi i bambini. Questa è l’Italia per loro, dice il video-maker che risiede in quel centro da 65 giorni e aggiunge ci trattano sempre così, ogni giorno.
Gli ospiti, diciamo così anche se sarebbe meglio chiamarli internati, tre giorni fa quando sono state fatte le riprese erano 697 per una capienza massima di 250 posti. Il centro in contrada Imbriacola a Lampedusa non è un Cie, è un Cpas, un centro di prima accoglienza e soccorso, cioè dovrebbe servire solo per dare un’assistenza immediata, giusto le prime 48 ore. Ma c’è chi rimane lì per mesi prima di essere trasferito in una struttura più idonea fino al completamento delle operazioni di identificazione che, secondo il decreto fatto dall’ex ministro Maroni possono durare fino a 18 mesi, un’eternità. Tra gli internati, in maggior parte senza neanche un giaciglio e un tetto sulla testa, ci sono anche alcuni dei sopravvissuti al
naufragio del 3 ottobre scorso, quando l’Italia intera ha pianto. Sono passati due mesi e mezzo e sono ancora lì, tra pioggia, scabbia e coperte di carta. Se allora quella strage, quei 366 corpi annegati senza un soccorso fu una vergogna nazionale ora non viene di meglio da pensare che siamo a una vergogna al quadrato. Ed è così che la sindaca dell’isola, Giusy Nicolini, l’ha chiamata di nuovo: «Questo modello di accoglienza è una vergogna per i lampedusani –
ha detto e l’Italia deve vergognarsi». Le associazioni antirazziste e dei diritti civili tutte esprimono tutta la loro indignazione, incluso la Croce Rossa a Medici Senza Frontiere. «La verità è che in Italia non esiste un vero sistema di accoglienza ai rifugiati dice la presidente dell’associazione Lunaria Grazia Naletto che chiede alle forze politiche di pretendere che il governo riferisca in Parlamento sulla vicenda e le violazioni dei diritti umani sia nei Cie, sia in centri come questo e anche nei Cara, sono all’ordine del giorno probabilmente, solo che non abbiamo la possibilità di sapere cosa succede lì dentro se non in casi come questo in cui qualcuno filma dall’interno gli abusi». Ieri dal palco di una iniziativa contro il lavoro nero e il caporalato in agricoltura anche Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ha parlato del video trasmesso dal Tg2. «Quanto accaduto a Lampedusa ha detto è di una gravità straordinaria, che si disinfettino le persone nude in mezzo al campo non mi pare sia una prova di civiltà». Anche lei ha chiesto di rivedere la legislazione sull’immigrazione.
Il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico si è detto meravigliato e mortificato da quelle immagini. «Questa è una condizione inaccettabile, umiliante per noi prima che frustrante per questi esseri umani». Il deputato Pd Khalid Chouqui, al quale si aggiungono altri del suo partito come Sandra Zampa, annuncia una dura interrogazione parlamentare al ministro Angelino Alfano perchè accerti le responsabilità dei trattamenti disumani. Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani chiede sia rispettato il capitolato d’appalto nella gestione del centro e che le disinfestazioni rispettino la privacy.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati,l’Unhcr, chiede al governo italiano «soluzioni urgenti» per migliorare gli standard di accoglienza che trova «inaccettabili». Anche l’’arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, presidente della Commissione episcopale per le Migrazioni della Cei e di Migrantes, chiede sia fatta chiarezza sulla situazione degli immigrati a Lampedusa. Per lui non c’è emergenza che tenga, «l’emergenza non può giustificare situazioni e trattamenti che poco hanno a che fare con il rispetto della dignità umana e dei diritti dell’uomo come quelle trasmesse». E alla fine il titolare dell’Interno Alfano promette che «chi ha sbagliato pagherà».
La presidente della Camera Laura Boldrini scrive in una nota che «quei trattamenti degradanti gettano sull’immagine del nostro Paese un forte discredito e chiedono risposte di dignità» e ringrazia il Tg2 per la testimonianza di chi non si rassegna a convivere «con le vergogne del nostro tempo». Oltretutto oggi è la Giornata internazionale dei diritti dei migranti, stabilita dall’Onu. Le celebrazioni per la politica in effetti quest’anno sono po’ offuscate. Chissà se l’anno prossimo andranno meglio.


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