De Girolamo domani in Aula Mozione di sfiducia dai 5 Stelle

ROMA — Nunzia De Girolamo andrà domani in Parlamento. Il ministro per le Politiche agricole lo ha chiesto tante volte: «Voglio spiegare alle Camere le ragioni di questa mia vicenda». E domani mattina finalmente sarà a Montecitorio a illustrare fatti e retroscena di una vicenda che nell’ultima settimana le ha creato intorno un vero e proprio terremoto politico.
Tutto per quelle registrazioni fatte nella casa di suo padre nell’estate del 2012 dove si sente la sua voce, protagonista, che eserciterebbe pressioni indebite per decidere gli appalti nella Asl di Benevento, dal bar dell’ospedale al servizio del 118.
È stato l’ex direttore della Asl di Benevento Felice Pisapia a registrare quelle conversazioni con l’allora deputata De Girolamo. La stessa persona che ieri in una registrazione trasmessa dal Tg5 risulta avvisare il ministro di un complotto nei suoi confronti. Una registrazione che non risulta agli atti della procura di Benevento. Una registrazione che ieri ha rallegrato la De Girolamo, rimasta ancora per tutta la giornata chiusa nel suo ufficio. Ieri il ministro non avrebbe incontrato il presidente del Consiglio. Appena tornato da Città del Messico il premier Enrico Letta è corso a Palazzo Chigi, tante le questioni da affrontare. Il caso De Girolamo sarà affrontato in Parlamento, domani. E intanto ieri sera lo scenario parlamentare non appariva mutato.
I deputati del Movimento 5 Stelle sembrano essere ad oggi i più battaglieri e domani mattina vorrebbero accogliere il ministro alla Camera con una mozione di sfiducia. L’hanno presentata ieri «ma faremo di tutto per farla calendarizzare in tempo», spiega la deputata pentastellata Silvia Giordano. Ma anche il Partito democratico è stato piuttosto battagliero nei giorni precedenti nei confronti del ministro del Nuovo centrodestra. È stata infatti un’interpellanza dei deputati democratici (primo firmatario il renziano Michele Anzaldi) che farà arrivare in aula domani Nunzia De Girolamo e non certo per accoglierla a braccia aperte, visto che le chiedono di spiegare «le motivazioni che hanno determinato il suo intervento poco trasparente relativo alla Asl di Benevento» e «i suoi comportamenti decisamente inopportuni dal punto di vista politico che rivelerebbero da parte del ministro una gestione sconveniente di un presidio di sanità pubblica».
I deputati di Sinistra e libertà rivendicano di essere stati i primi — già nel giugno scorso — a scoperchiare la pentola della sanità beneventana, mentre i deputati del Movimento 5 stelle hanno anche scritto un’interrogazione al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri per chiederle di inviare gli ispettori nella Procura di Benevento: vogliono sapere se il ministro risulta o no iscritta nel registro degli indagati.
Interviene anche l’ex ministro democratico Josefa Idem, citata nei giorni scorsi da Renzi come esempio positivo: «Mi dimisi perché non mi sarei più sentita credibile».
A far quadrato attorno al ministro, fin dal primo giorno, l’intero suo partito, il Nuovo centrodestra. E in prima linea c’è sempre stato il leader, il vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano. Ieri, di nuovo, ha preso le sue difese con grande determinazione: «Non è in fuga il ministro De Girolamo. È pronta a riferire in Parlamento, lo farà con grande forza e sono convinto che dimostrerà che nei suoi comportamenti non c’è niente di censurabile».
Anche il presidente di Ncd Renato Schifani è sceso in campo con veemenza per difendere il ministro per le Politiche agricole: «Contro di lei è in atto un processo sommario e mediatico; lo abbiamo sempre detto», ha commentato alla luce delle nuove registrazioni trasmesse ieri sera dal Tg5.
Alessandra Arachi


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