Occupazione in calo anche nelle cooperative: è la prima volta in 6 anni

ROMA – La crisi pesa anche sulla cooperazione e, per la prima volta dopo 6 anni, riduce l’occupazione nel settore: è quanto emerge dalla prima indagine congiunturale sugli ultimi quattro mesi del 2013 e le previsioni per il primo quadrimestre del 2014, realizzata dall’ufficio studi Agci (associazione generale Cooperative italiane), insieme all’area studi Confcooperative e al centro studi Legacoop. Lo studio ha per oggetto un campione di cooperative rappresentativo delle 43.000 aderenti all’Alleanza delle Cooperative Italiane, che danno lavoro a 1.200.000 persone sviluppando un fatturato di 140 miliardi, pari all’8% del Pil. 

In sintesi, se da un lato si conferma la vitalità del settore, con un’impresa su sei che prevede di espandere la propria attività durante l’ano e una su quattro che aumenterà gli investimenti, dall’altro ritardi nei pagamenti e le difficoltà con il credito produrranno per la prima volta una flessione dei posti di lavoro, che avevano continuato a cresce anche durante i sei anni di crisi. 

Occupazione. Gli effetti di 6 anni di crisi iniziano infatti a farsi sentire soprattutto in termini occupazionali: nell’ultimo quadrimestre 2013, il 19,5% delle cooperative prevedeva tagli e solo il 15% aumenti. Una forbice che si allarga ancora nelle previsioni per il primo quadrimestre 2014, con i tagli confermati dal 20% delle cooperative ma gli incrementi occupazionali messi in programma solo dal 10,7%. Per la prima volta da dieci anni l’occupazione conoscerà dunque una flessione anche in ambito cooperativo. 

Accesso al credito. Nell’ultimo quadrimestre 2013, tra le cooperative che hanno richiesto un prestito il 17,1% (quasi una su sei) non l’ha ottenuto, il 14,1% ha ricevuto meno di quanto necessario, il 15,4% ha ricevuto richieste di rientro, mentre il 31% ha segnalato un rialzo dello spread. Grave anche il ritardo dei pagamenti: se i tempi sono infatti migliorati per l’11,4% delle imprese, ben il 27,1% di queste denuncia un ulteriore peggioramento, nonostante gli interventi del governo per sbloccare i crediti verso la pubbliche amministrazioni. Di fatto, solo il 31,3% delle cooperative giudica buona la liquidità disponibile. Di qui, il pessimismo diffuso: poco più dell’8% delle cooperative si dicono fiduciose sui destini dell’economia italiana, mentre oltre il 34% teme un ulteriore avvitamento. Crescono, infine, le cooperative che lamentano i danni ricevuti da dumping e concorrenza sleale.

Andamento della domanda. Anche rispetto alla domanda, il giudizio delle cooperative sull’ultimo quadrimestre 2013 è in gran parte (57,8%) negativo. Più positive le previsioni per il prossimo anno, a cui guardano con fiducia oltre 15 cooperative su 100. “Questa leggera schiarita però – precisano i ricercatori – non si riverbera, però, sul fatturato, che in questo quadrimestre diminuirà per una cooperativa su quattro (24,2%) mentre migliorerà solo per una su cinque (21,1%)”.

Gli aspetti positivi. Nonostante le criticità, però, la cooperazione non perde le speranze: “Il numero di grandi cooperative che registra un aumento di fatturato – riferiscono gli autori dell’indagine – è più rilevante di quelle che ne denunciano una diminuzione; il contrario si verifica (con maggiore intensità) per le Pmi. Combinando le due opposte dinamiche, si può concludere che il fatturato complessivo è rimasto stabile o è leggermente aumentato rispetto al 2012”. E’ diffuso quindi un generale ottimismo, che conserva una caratteristica vitalità del settore: “il 23,4% delle imprese programma, infatti, di aumentare durante i primi mesi di quest’anno gli investimenti; il 16,9% prevede un’espansione della cooperativa (a fronte di un 12,8% che immagina un arretramento); il 17,9% sta mettendo in cantiere accordi, integrazioni e fusioni per sviluppare migliori sinergie”.

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