Scaroni via dall’Eni, Gubitosi alle Poste. Renzi alla prova delle poltrone di Stato

Scaroni via dall’Eni, Gubitosi alle Poste. Renzi alla prova delle poltrone di Stato

ROMA — Paolo Scaroni non sarà riconfermato alla guida dell’Eni. Il premier in pectore, Matteo Renzi, vuole cambiare i vertici delle grandi aziende di Stato, a cominciare da Eni, Enel, Finmeccanica, Poste. E sa che il perno attorno al quale gireranno le prossime nomine pubbliche di primavera (un valzer di quasi 600 poltrone) sarà proprio la casella dell’Eni, il primo gruppo industriale italiano. Se Scaroni (67 anni) dovesse restare, dopo ben nove anni, amministratore delegato del Cane a sei zampe, come l’interessato vorrebbe, allora avrebbero speranze di rimanere tutti gli altri, da Fulvio Conti (66 anni) all’Enel a Massimo Sarmi (65 anni) alle Poste. Ma per il “rottamatore” questo scenario equivarrebbe a una perdita di credibilità. Dunque Scaroni dovrebbe saltare per quanto sia l’unico manager pubblico ad avere un rapporto personale con Renzi. Entro il 13 aprile dovranno essere presentate le liste per i consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa.
Per la prima volta dal 2002 il pallino delle nomine è nella mani di un governo con un premier di centrosinistra. Tutti gli attuali manager, con l’eccezione dei vertici di Finmeccanica nominati dal governo Monti (l’ad Alessandro Pansa) e da quello di Enrico Letta (il presidente Gianni De Gennaro), sono stati sostanzialmente scelti dalla coppia Gianni Letta-Giulio Tremonti. Quel sistema di potere si è ormai sgretolato. La caduta dei “lettiani” Guido Bertolaso e Antonio Mastrapasqua ne sono state dirette conferme. Cambiare, dunque, anche perché in tutto il mondo, Usa in testa, i manager restano in carica sei anni in media. Certo molto dipenderà anche da chi sarà il ministro dell’Economia, visto che è il Tesoro formalmente l’azionista delle principali aziende pubbliche. Tuttavia Renzi questa partita vuole giocarsela, una volta avviata l’azione del nuovo esecutivo, in prima persona.
Nei giorni scorsi il leader del Pd ha aperto i canali diplomatici per contattare il numero uno del gigante telefonico britannico Vodafone, l’italiano Vittorio Colao (classe 1961). Lo ha sondato un emissario renziano. L’offerta: la guida dell’Eni. Colao per ora ha detto no, perché intende concludere l’attuale mandato. Ma potrebbe non essere un no definitivo.
Colao è stato inserito anche nella lista dei possibili ministri nel gabinetto Renzi. Come Andrea Guerra, il giovane (48 anni), ad di Luxottica, che proprio ieri ha detto che non farà il passo in politica. «Rimango a fare il mio lavoro in questa bella azienda», ha spiegato. Guerra, dunque, vuole restare manager e questo non esclude un suo eventuale coinvolgimento nel giro delle nomine per le aziende pubbliche. Infatti il suo nome continua ad esserci nel dossier. In questi giorni sono un po’ calate le chance di Claudio Descalzi (classe 1955), all’Eni dall’81, attualmente responsabile della divisione strategica dell’esplorazione (oltre il 90% del business del gruppo), di prendere il posto di Scaroni. Il suo limite? Essere troppo vicino all’attuale ad. Il quale pare abbia fatto sapere di essere disponibile a diventare presidente proprio con Descalzi capo azienda. Una mossa che potrebbe rischiare di trasformarsi in un autogol.
E disponibile a lasciare il suo attuale incarico, sarebbe anche Luigi Gubitosi (classe 1961) direttore generale della Rai, il cui mandato scadrà comunque nel 2015. Renzi pensa a Antonio Campo Dall’Orto (ex Mtv e La7) per Viale Mazzini. Gubitosi potrebbe finire all’Enel, a Terna o più verosimilmente alle Poste dove Sarmi (in sella dal 2002) non può più contare sul sostegno decisivo di Enrico Letta. E con Renzi che ha storto il naso di fronte all’ingresso delle Poste in Alitalia. Il destino di Conti all’Enel è strettamente collegato a quello di Scaroni. Possibile auna soluzione interna. In lista: Francesco Starace (1955), ad di Enel Green Power che in questo periodo si dice abbia cercato i contatti con il mondo renziano, Gianfilippo Mancini (1965), responsabile della produzione e della vendita, Luigi Ferraris (1962), capo dell’area finanza.


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