Baita “violata”, arrivano le condanne

No Tav. Condannati 10 attivisti del movimento. E anche Beppe Grillo

redazione • 4/3/2014 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Carcere & Giustizia, Copertina • 587 Viste

Maurizio Pagliassotti,

Il vas­soio di bugie pre­pa­rate in casa viene scar­tato quando i con­dan­nati, e gli assolti, rag­giun­gono il pre­si­dio Notav all’esterno del Palazzo di giu­sti­zia; è la rap­pre­sen­ta­zione pla­stica del modus ope­randi di chi si oppone alla Torino-Lione. Un pic­colo brin­disi sotto la piog­gia, al freddo, guar­dati a vista dai cara­bi­nieri. C’è la musica di sot­to­fondo, alcuni cagno­lini che cor­rono, l’esercito degli avvo­cati che passa e guarda, pro­ba­bil­mente senza capire il per­ché di quei bic­chieri di carta levati al cielo.

«Ho tre­mato di paura fino all’ultimo — com­menta Nico­letta Dosio men­tre saluta le decine di atti­vi­sti accam­pati fuori dal tri­bu­nale — per­ché temevo mi assol­ves­sero! Quat­tro mesi di car­cere per essere entrati in campo con­tro deva­sta­zione del ter­ri­to­rio è un onore, non un’onta. La gente è con noi, l’aula era piena di com­pa­gni e amici, pre­senti per riven­di­care l’irreversibilità di una lotta per il bene pub­blico e con­tro pochi grandi distrut­tori». La Dosio è un minuta signora classe 1948 che ieri è stata con­dan­nata per «vio­la­zione di sigillo». E con lei altri 9 atti­vi­sti. Le pene inflitte sono la metà di quanto richie­sto dai pm e in 10 sono stati rico­no­sciuti non col­pe­voli. In pic­co­lis­sima parte, un ridi­men­sio­na­mento dell’intransigenza finora mani­fe­stata dalla Pro­cura di Torino.

Di fatto tutti i volti Notav più noti sono stati con­dan­nati: Alberto Perino, Guido Fis­sore, Fran­ce­sco Richetto, Ste­fano Mila­nese. E anche Beppe Grillo, pre­sente nel dicem­bre del 2010 alla baita-presidio oggetto della vio­la­zione. Un casu­pola in pie­tra, 6 metri per 4, che oggi è solo un pic­colo pun­tino den­tro un can­tiere enorme che ha sven­trato un intero ver­sante di mon­ta­gna. I con­dan­nati non si aspet­ta­vano nulla di diverso, e nei com­menti dei più ieri era rin­trac­cia­bile il senso della ine­lut­ta­bi­lità per quanto sta acca­dendo. Alla let­tura delle sen­tenza sono stati scan­diti alcuni slo­gan da parte del pub­blico in aula, il tutto si è svolto nella mas­sima tran­quil­lità. Pochi secondi di sven­to­lio anche per i faz­zo­letti bian­chi con il tre­no­cro­ciato. Attual­mente I No Tav inda­gati sono circa mille, con accuse che vanno dall’ingiuria al terrorismo.

Ieri nel can­tiere di Chio­monte si è pre­sen­tato in visita uffi­ciale Cor­rado Pas­sera, ex mini­stro del governo Monti e attuale capo del movi­mento Ita­lia Unica. Una visita media­tica da pri­vato cit­ta­dino. Ad atten­derlo c’era il capo dell’Osservatorio, Mario Virano. Pas­sera nel can­tiere si è emo­zio­nato: «Que­sto luogo è affa­sci­nante, un esem­pio di pro­fes­sio­na­lità, com­pe­tenza, capa­cità a tutti i livelli. Un esem­pio dell’Italia che fun­ziona». Poi, non si sa bene con quale ruolo, ha ascol­tato i pochi sin­daci accorsi a salu­tarlo: «Sono qui per ascol­tare. Ma que­sta è l’Italia che merita fidu­cia e che biso­gna aiutare».

Deci­sa­mente più signi­fi­ca­tivo il die­tro­front del mini­stro Lupi atteso a Chio­monte la scorsa set­ti­mana per una visita cele­bra­tiva. Miste­rio­sa­mente non è arri­vato né ha dato spie­ga­zioni per l’improvviso cam­bio di pro­gramma. Voci di palazzo vor­reb­bero che sia stato bloc­cato diret­ta­mente dal pre­mier Renzi, che in pas­sato definì il Tav in Val di Susa «un’opera inu­tile». Gli ultimi dati pro­dotti da Aiscat dareb­bero ragione all’attuale segre­ta­rio del Pd: il traf­fico vei­co­lare pre­sente sulla tratta auto­stra­dale del Fre­jus subi­sce da anni uno strut­tu­rale calo dei pas­saggi , sia dei mezzi pesanti che di quelli leggeri.

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