Cambiano le alleanze sul lavoro: Landini con Poletti, Camusso con Boeri

by redazione | 17 Marzo 2014 13:20

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L’antipasto del Jobs act , le norme contenute nel decreto di semplificazione dei contratti a termine e dell’apprendistato, stanno rimodellando le alleanze politiche e sindacali. Le grandi confederazioni dopo un periodo caratterizzato da posizioni unitarie si sono ridivise, il segretario della Cgil Susanna Camusso si è contrapposto al ministro «sociale» del gabinetto Renzi (Giuliano Poletti) ed è rientrato in gioco Maurizio Sacconi, ex responsabile del dicastero del Welfare nel governo Berlusconi passato poi nelle file di Ncd.
Per dirla in breve si è andato formando un inedito asse Poletti-Bonanni-Sacconi che, già forte di suo, può godere di un «appoggio esterno» da parte di Maurizio Landini. Il segretario della Fiom in realtà vanta un’interlocuzione con il piano di sopra, direttamente con il premier Matteo Renzi e invece continua a essere visto con sospetto da Bonanni e Sacconi. E del resto non potrebbe essere altrimenti, considerate le tante occasioni nelle quali il numero uno della Cisl e l’ex ministro si sono trovati come primo avversario proprio Landini. Nonostante ciò il leader metalmeccanico ricopre — specie agli occhi del premier — un ruolo tatticamente importante perché stana con la sua azione i vertici della Cgil e ne mette di continuo in evidenza «le posizioni ondivaghe».
L’impressione è che Camusso abbia cambiato più volte posizione proprio per evitare di restare isolata e questo timore l’abbia portata infine a decidere, con una mossa inattesa, di aprire al «contratto unico a tutele crescenti». Un’ipotesi elaborata dai professori Tito Boeri e Pietro Garibaldi che la Cgil aveva sempre avversato e che invece compariva nella bozza del Jobs act , scritta però prima che Renzi andasse a Palazzo Chigi. Adesso Camusso è, dunque, in buona compagnia: può sostenere di essere in linea non solo con la minoranza Pd ma anche con Boeri e il primo Renzi. Per rendere però pienamente credibile il riposizionamento la attende la prova del nove: esplicitare il via libera al superamento dell’articolo 18 previsto nel contratto unico.

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