E ora per l’Ucraina è arrivato il Fondo

Crisi ucraina. Putin interviene sulla crisi di Kiev: «No all’escalation». In Crimea, miliziani filo russi occupano gli aeroporti, Usa e Fmi appoggiano il «governo» di Yatseniuk

redazione • 1/3/2014 • Copertina, Internazionale • 668 Viste

Simone Pieranni,

Yatse­niuk nomi­nato pre­mier a furor di Maj­dan, incassa il con­senso di Stati uniti e Fondo mone­ta­rio, men­tre in Cri­mea uomini armati hanno pre­si­diato per tutta la gior­nata di ieri gli aero­porti della peni­sola. Secondo Kiev si è trat­tato di un attacco russo, ma Mosca ha negato il pro­prio coin­vol­gi­mento, sot­to­li­neando di avere 30mila uomini nella base sul mar Nero, come pre­vi­sto da accordi inter­na­zio­nali. La vera novità di ieri, però, è la prima dichia­ra­zione di Putin riguardo la crisi ucraina: «No all’escalation», ha spe­ci­fi­cato il pre­si­dente russo in una serie di tele­fo­nate con Mer­kel, Came­ron e Von Ram­puy (pre­si­dente Ue). Putin sem­bra voler assi­stere all’eventuale fal­li­mento di tutti gli attori occi­den­tali, prima di tor­nare pro­ta­go­ni­sta sulla scena. Per ora, sem­bra voler temporeggiare.

Anche per­ché da ieri a muo­versi in modo deter­mi­nato è stato il Fondo mone­ta­rio, che il neo pre­mier Yatse­niuk, del resto, cono­sce bene. Pro­prio le ricette shock del Fmi hanno bru­ta­liz­zato l’economia degli stati dell’ex Unione Sovie­tica, e come spesso a accade, dopo aver dif­fuso mace­rie, il Fmi arriva pro­po­nen­dosi come ele­mento riso­lu­tore. E insieme al Fondo non può man­care l’appoggio Usa.

Il neo pre­mier Yatse­niuk, nomi­nato da Maj­dan, avrebbe dovuto oga­niz­zare un governo rapido, in grado di por­tare il paese alle ele­zioni pre­si­den­ziali del 25 mag­gio. Il gio­vane primo mini­stro (39 anni), però, sem­bra voler appro­fit­tare dell’investitura della piazza, per pro­ce­dere al dise­gno di un’attività di governo già capace di rac­co­gliere il con­senso del Fondo Mone­ta­rio, di avvi­ci­nare l’Unione euro­pea (Bar­roso l’ha chia­mato e l’ha appog­giato) e in grado, chissà, di aprire una trat­ta­tiva con la Rus­sia. Si tratta di un pro­gramma che per quanto ambi­zioso, non si disco­sta molto dalla stra­te­gia già uti­liz­zata dall’ex pre­si­dente Yanu­ko­vich. Con alcune dif­fe­renze piut­to­sto pre­cise: in primo luogo il neo pre­mier, che ha for­mato un governo con tre nazi­sti al suo interno, viene da espe­rienze che lo hanno accre­di­tato inter­na­zio­nal­mente. Si può dire che sia uomo deci­sa­mente gra­dito agli Usa.

E non a caso, ieri gli Stati uniti hanno assi­cu­rato il loro «pieno soste­gno» al nuovo governo ucraino. Lo ha rife­rito una nota della Casa Bianca ripor­tando il con­te­nuto di una tele­fo­nata tra il vice­pre­si­dente Usa, Joe Biden, e il neo­pre­mier ucraino. Con il primo mini­stro, Biden ha peral­tro sot­to­li­neato che il nuovo governo rap­pre­senta «un’opportunità impor­tante» non solo per la pace e la sta­bi­liz­za­zione ma anche «per ripri­sti­nare la fidu­cia di tutti gli ucraini nelle isti­tu­zioni demo­cra­ti­che del Paese in vista delle ele­zioni di maggio».

Già capo della banca cen­trale ucraina dal 2003 al 2005, Yatse­niuk ieri ha incas­sato anche il parere posi­tivo del diret­tore gene­rale del Fondo mone­ta­rio inter­na­zio­nale, Chri­stine Lagarde, che ha assi­cu­rato che la situa­zione finan­zia­ria in Ucraina non è così cri­tica come viene dise­gnata e ha messo in guar­dia con­tro un even­tuale panico fra rispar­mia­tori e inve­sti­tori. Incon­trando a Washing­ton il mini­stro degli Esteri tede­sco, Frank-Walter Stein­meier, Lagarde ha spe­ci­fi­cato che le cifre che cir­co­lano sulla situa­zione eco­no­mica nell’ex repub­blica sovie­tica non sono con­fer­mate. Il diret­tore dell’Fmi ha ricor­dato che una dele­ga­zione si recherà la pros­sima set­ti­mana in Ucraina per rac­co­gliere infor­ma­zioni e valu­tare gli even­tuali inter­venti. E Yatse­niuk ha già annun­ciato un pro­gramma di misure anche «impo­po­lari», basate su «auste­rity» e neces­sità di «tirare la cin­ghia». C’è da capire cosa ne pen­sano i nazi­sti di Maj­dan, riguardo que­sta svolta che avvi­cina il paese al Fondo mone­ta­rio e agli Usa.

Sul fronte poli­tico, ieri Kli­tschko ha anche annun­ciato che Tymo­shenko potrebbe can­di­darsi alle ele­zioni pre­si­den­ziali del 25 mag­gio. Tymo­shenko, stesso par­tito di Yatse­niuk, potrebbe essere il pre­si­dente ideale per recu­pe­rare tutte le sponde di cui l’Ucraina neces­sita per evi­tare la bancarotta.

Rimane in ballo la situa­zione della Cri­mea. Gli uomini che hanno occu­pato gli aero­porti della peni­sola, armati fino ai denti, sono stati accu­sati di essere sol­dati russi, ma Mosca ha negato. Secondo l’Afp si trat­te­rebbe di mili­ziani filo russi. Kiev ha chie­sto anche un incon­tro all’Onu, men­tre nella serata di ieri le guar­die di fron­tiera ucraine a Seba­sto­poli, hanno denun­ciato che la loro base sarebbe stata cir­con­data da mili­tari russi dell’810a bri­gata della flotta del Mar Nero.

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