“I passeggeri dei treni non sono tutelati” Italia deferita dalla Ue

Ferma da 5 anni la direttiva Ue che garantisce i viaggiatori adesso la Corte di Giustizia deciderà le sanzioni

LUCIO CILLIS, la Repubblica redazione • 29/3/2014 • Copertina, Diritti consumatori & utenti • 622 Viste

Una legge che manca da ben 1.500 giorni e che ora la Ue ci farà pagare salato. L’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia «per non aver recepito» la normativa comunitaria che stabilisce i diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. Obblighi vincolanti per ogni Stato membro che dovevano essere «pienamente applicati» entro il 3 dicembre del 2009 e che i legislatori italiani si sono ben guardati dal mettere a punto nonostante avessero almeno 4 anni e mezzo per decidere come tutelare una volta per tutte i viaggiatori delle ferrovie.
Da qui la bacchettata inflitta al nostro Paese che ora rischia un’ammenda e una brutta figura, l’ennesima, all’interno dell’Unione europea. «L’Italia — spiega Bruxelles in un comunicato — non ha ancora istituito un organismo ufficiale e autorizzato a vigilare sulla corretta applicazione del regolamento sul suo territorio, né ha stabilito norme che sanzionino le violazioni della legislazione. Senza queste due azioni necessarie, i passeggeri che viaggiano in treno in Italia o verso altre Nazioni dell’Ue non possono far rispettare i loro diritti in caso di problemi ».
Quindi, a differenza di altri, il nostro Paese «non ha concesso deroghe all’applicazione del regolamento ». Questo si traduce nella impossibilità per un passeggero che viaggi su convogli che attraversano altri Stati membri, oltre l’Italia, di avvalersi di regole omogenee e di poter far valere i propri diritti calpestati, una volta giunto in Italia. Insomma, in caso di problemi non esiste una autorità di riferimento «dotata di tutte le competenze necessarie» per dirimere la querelle.
Tra l’altro, l’Europa ci ricorda che non esistono da noi delle «sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di violazioni del regolamento». Il che si traduce, secondo la Commissione, in un “disimpegno” dell’industria ferroviaria verso la tutela dei diritti del viaggiatore vista la mancanza di “disincentivi” per chi non rispetta gli obblighi. E anche se l’Italia ha provveduto nel frattempo a istituire «un organo temporaneo», questo «non ha né la competenza né l’autorità per applicare pienamente le norme sui diritti dei passeggeri».
«La protezione dei passeggeri che viaggiano in Europa è una delle pietre miliari della politica Ue dei trasporti», ha spiegato il vicepresidente della commissione e responsabile del dicastero Ue Siim Kallas, «tutti gli Stati devono garantire la messa in atto di strutture cui i passeggeri possano rivolgersi per far rispettare i loro diritti. Così si garantisce anche un clima di concorrenza equa per il settore».
Infine una buona notizia per le Ferrovie dello Stato Italiane: sono state annullate dal Tar del Lazio le multe per un totale di 300mila euro inflitte dall’Antitrust a Fsi, a Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia per abuso
posizione dominante. Nel mirino dell’Antitrust era entrata la presunta limitazione al diritto di ingresso di Arenaways — operatore privato sulla rete ordinaria — nel mercato del trasporto ferroviario passeggeri.

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