Le sanzioni a Mosca possono attendere

Unione europea – Ucraina. La Francia minaccia, ma pensa a proteggere il mega-contratto di vendita alla Russia di due navi da guerra, la Vladivostok e la Sebastopol. Londra si preoccupa di non perdere gli investimenti degli oligarchi nella City e nell’immobiliare di lusso

Anna Maria Merlo, il manifesto redazione • 12/3/2014 • Copertina, Europa, Internazionale • 470 Viste

Ieri si è tenuta a Lon­dra una riu­nione di esperti dell’Unione euro­pea sulle san­zioni, per met­tere a punto un pro­gramma pro­gres­sivo con­tro la Rus­sia. Per la Fran­cia, non c’è “nes­suna lega­lità nel voto del par­la­mento di Cri­mea”, che ha votato ieri l’indipendenza dall’Ucraina e che ha fis­sato per dome­nica pros­sima un refe­ren­dum di ade­sione alla Rus­sia (invo­cando, tra l’altro, il pre­ce­dente del Kosovo).
Il mini­stero degli esteri fran­cese nega legit­ti­mità anche al refe­ren­dum di dome­nica pros­sima e afferma che “il solo voto legit­timo” è quello del 25 mag­gio pros­simo, per l’elezione del nuovo pre­si­dente dell’Ucraina. Il mini­stro degli esteri, Lau­rent Fabius, ha evo­cato ieri in un’intervista l’eventualità di “san­zioni” con­tro Mosca, dopo aver “pie­na­mente sot­to­scritto” alle san­zioni – soprat­tutto sim­bo­li­che – decise la scorsa set­ti­mana dalla Ue. Fabius ha insi­stito pero’ sul “pro­cesso diplo­ma­tico in corso”, che dovrebbe por­tare una “solu­zione paci­fica” della crisi, attra­verso, pare, la crea­zione di un gruppo di con­tatto inter­na­zio­nale, per ora non ancora attivo.
Nei fatti, non c’è una­ni­mità nella Ue per varare delle san­zioni effet­tive con­tro la Rus­sia, come vor­reb­bero i paesi dell’est euro­peo, Polo­nia in testa. Nella “gamma di rispo­ste” che l’Ue ha al suo attivo, ci sareb­bero anche san­zioni eco­no­mi­che e sulla ven­dita di arma­menti. Ma né Parigi né Lon­dra hanno inten­zione di pre­ci­pi­tarsi in que­sta dire­zione. Difatti, la Fran­cia ha fir­mato con la Rus­sia un mega-contratto per la ven­dita di due navi da guerra, per un valore intorno a 1,2 miliardi di euro. La prima porta-elicotteri, la Vla­di­vo­stock, è già stata varata, rea­liz­zata dai can­tieri navali di Saint-Nazaire. Qui, sulla costa atlan­tica, sono attesi nelle pros­sime set­ti­mane 400 mili­tari russi, che devono adde­strarsi per l’uso della porta-elicotteri. Un’altra è in via di costru­zione, sarà pre­sto ulti­mata e i russi – iro­nia della sorte – l’hanno già bat­tez­zata Séba­sto­pol.
Le navi da guerra Vla­di­vo­stok e Séba­sto­pol rap­pre­sen­tano il più grosso con­tratto fir­mato con la Rus­sia da un paese appar­te­nente alla Nato. Per Saint-Nazaire, sono almeno 2mila posti di lavoro. Il con­tratto era stato fir­mato nel 2008, pochi mesi dopo l’invasione russa di parte della Geor­gia, prova del fatto che le gesti­co­la­zioni poli­ti­che dell’allora pre­si­dente Sar­kozy non ave­vano fre­nato gli affari. Allora, un ammi­ra­glio russo aveva scher­zato: se aves­simo già avuto una nave Mistral, avremmo impie­gato 40 minuti a rag­giun­gere la Geor­gia, invece di 26 ore. Le navi da guerra Mistral sono difatti un fiore all’occhiello della pro­du­zione mili­tare fran­cese, pos­sono por­tare 15 eli­cot­teri, una ses­san­tina di blin­dati, una decina di carri-armati e fino a 700 uomini. La Fran­cia, ben­ché minacci san­zioni a Mosca, cerca quindi a tutti i costi la via diplo­ma­tica, per evi­tare l’enorme costo eco­no­mico che rap­pre­sen­te­rebbe un even­tuale annul­la­zione del con­tratto (la Rus­sia paga via via che il lavoro è con­cluso, in caso di rot­tura del con­tratto Mosca dovrebbe venire rim­bor­sata).
Anche la Gran Bre­ta­gna si oppone di fatto alle san­zioni come ha dimo­strato la rive­la­zione di un docu­mento segreto la scorsa set­ti­mana. Lon­dra teme per la City, diven­tata il luogo pre­fe­rito dagli oli­gar­chi russi per gli inve­sti­menti, anche con denaro di dub­bia pro­ve­nienza. A Lon­don­grad il 10% delle resi­denze di lusso di Lon­dra sono pos­se­dute da russi. La City appro­fitta dei soldi degli oli­gar­chi, che tran­si­tano per Cipro, per le Vir­gin Islands o le Ber­mude. L’ex pre­si­dente della Banca di Mosca, Andrei Boro­din, vive nel lusso a Lon­dra, un altro oli­garca, Ale­xan­der Lebe­dev, ha com­prato l’Evening Stan­dard e The Inde­pen­dent. Secondo Ben Judah, che ha scritto un libro su Putin, i soldi russi influen­zano pesan­te­mente il governo britannico

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This