­La Troika come l’usuraio, in Grecia come in Italia

­La Troika come l’usuraio, in Grecia come in Italia

La visita di Angela Mer­kel ad Atene è coin­cisa con il ritorno sul mer­cato finan­zia­rio dei titoli di stato greci per un valore di 2.5 miliardi. Il fatto di averli col­lo­cati ad un tasso infe­riore al 5,5%, come pre­ven­ti­vato, ha fatto dire al pre­mier greco Sama­ras che la Gre­cia è ormai uscita dal tun­nel. Non si capi­sce bene di quale tun­nel parli, se è quello del Monte Bianco in cui Monti vedeva la luce alla fine del per­corso (ma la leg­geva male, altri­menti avrebbe capito che diceva adieu Monti ) o quella di Letta che pre­ve­deva già nel 2014 una cre­scita dell’1% per l’Italia, già rive­la­tasi errata.
L’abbraccio con la Mer­kel del pre­mier greco non è stato suf­fi­ciente a ras­si­cu­rare chi cono­sce bene la situa­zione eco­no­mica e finan­zia­ria della Gre­cia.
Il debito pub­blico della Gre­cia era all’inizio della crisi (2008) pari al 112,9 % del Pil, su un livello pari a quello ita­liano. Tre anni dopo era arri­vato al 170.3%, dopo le prime misure di auste­rity. I titoli di stato non riu­sci­vano più ad essere ven­duti sul mer­cato glo­bale se non a tassi di inte­resse sem­pre più alti ed inso­ste­ni­bili. A quel punto, nel 2011, lo Stato greco era chia­ra­mente in default, come soste­neva su que­sto gior­nale Guido Viale. Ma i tempi della poli­tica sono diversi da quelli del mer­cato e della razio­na­lità con­ta­bile. Accet­tando il fal­li­mento della Gre­cia la troika avrebbe ammesso il fal­li­mento delle poli­ti­che di auste­rity e, soprat­tutto, avrebbe lasciato le ban­che tede­sche, fran­cesi, ecc. con miliardi di titoli di stato greci ine­si­gi­bili. Per evi­tare tutto que­sto fu deciso di can­cel­lare una parte del debito pub­blico (123 miliardi) e di chie­dere come con­trac­cam­bio dure poli­ti­che di auste­rità che in poco tempo hanno pro­dotto un tasso di disoc­cu­pa­zione altis­simo (27.3% al 2014), la fine della sanità pub­blica e del diritto all’istruzione, la per­dita della casa per cen­ti­naia di migliaia di fami­glie ed una povertà di massa che non si vedeva dal tempo della seconda guerra mon­diale. Dopo tre anni di que­sta diso­no­rata macel­le­ria sociale il risul­tato è che il rap­porto debito pub­blico /Pil ha toc­cato un nuovo record: 177% agli inizi di quest’anno. E quindi si richiede una nuova, par­ziale, can­cel­la­zione del debito, che avverrà con il con­tral­tare di altre odiose misure di austerità.

C’è da chie­dersi: a chi giova que­sto gioco al mas­sa­cro, visto che poi alla fine il debito pub­blico deve essere comun­que in parte can­cel­lato ed in parte ristrut­tu­rato? Per com­pren­derlo dob­biamo appro­fon­dire il rap­porto che passa tra l’usuraio e le sue vit­time. L’usuraio non ha inte­resse ad ucci­dere le sue vit­time, ma a suc­chiar­gli il san­gue, a tor­tu­rarle con ogni mezzo per costrin­gerle a ven­dere tutti i pro­pri beni. Gli pre­sta ancora del denaro quando la vit­tima non onora i paga­menti, ma lo fa ogni volta chie­dendo in cam­bio tassi più alti fino alla con­sun­zione delle per­sone che cadono nella sua rete. Que­sto rap­porto sadico e per­verso è stato magi­stral­mente espresso da Sha­ke­speare nel “Il mer­cante di Vene­zia”. Come è noto, Shy­lock, l’usuraio, fa fir­mare ad Anto­nio, un arma­tore in dif­fi­coltà, un con­tratto in cui se non resti­tui­sce i soldi, dovrà offrire all’usuraio una lib­bra della sua carne. Quando si arriva al pro­cesso e gli amici di Anto­nio offrono a Shy­lock i tre­mila ducati dovuti, l’usuraio li rifiuta e pre­tende che venga rispet­tato il contratto: ».

E’ quello che a pre­teso la troika (Com­mis­sione euro­pea, Bce e Fmi) dal popolo greco. Non ha pen­sato tanto a recu­pe­rare i denari pre­stati dalle ban­che e dalle isti­tu­zioni pub­bli­che, quanto a tagliare la carne viva del corpo sociale, come pre­ten­deva il per­so­nag­gio sha­ke­spea­riano. L’odiosa puni­zione, il rituale sacri­fi­cale è stato impo­sto anche alla Spa­gna e al Por­to­gallo, ma non all’Italia che ha deciso di punirsi da sé per sod­di­sfare la sete di san­gue dei padroni della finanza. Non è ser­vito a niente: anche il nostro paese di avvia sulla strada del default: il rap­porto debito pubblico/Pil era a 118% quando è venuto il turno del governo Monti, oggi è arri­vato al 134%! Ed è sicuro che con­ti­nuerà a cre­scere, dato il defi­cit pre­vi­sto per l’anno in corso si aggira intorno al 3% ed il Pil nella migliore delle ipo­tesi arri­verà ad un 0.8%.

In sostanza il nostro debito pub­blico è inso­ste­ni­bile ed impa­ga­bile. Il pro­gramma che pre­vede in venti anni di ridurre il rap­porto debito/Pil al 60% è pura fol­lia: si dovreb­bero tagliare ogni anno 50 miliardi dalla spesa pub­blica. Come se ne esce ? Come diciamo da anni: attra­verso una alleanza forte tra i paesi euro­pei più inde­bi­tati, i cosid­detti Piigs, per costi­tuire una massa cri­tica in grado di bilan­ciare lo stra­po­tere tede­sco del governo delle lar­ghe intese che vor­rebbe con­ti­nuare a det­tare legge nella Ue. E’ quello che ci inse­gna la sto­ria delle vit­time dell’usura: solo quando si ribel­lano, si uni­scono, non hanno più paura dell’usuraio e rie­scono a riac­qui­stare il diritto a vivere.


Tags assigned to this article:
Angela Mer­kelausterityPiigstroika

Related Articles

Cassa depositi, spunta un dividendo extra

Dalla cessione sul mercato di Reti e Fincantieri. Previste vendite per 7 miliardi

Ecco il contributo dell’Italia ai raid dell’aviazione di Tel Aviv

Armi. La cooperazione sancita da una legge del 2005. Coinvolte le forze armate all’interno di un vincolo di segretezza

Ciad, si aggrava la crisi nutrizionale: Msf chiede di aumentare l’assistenza

Oltre il 5% dei bambini sotto i 5 anni con malnutrizione acuta rischia di morire nella regione di Hadjer. La ‘stagione della fame’ è appena iniziata, molti bambini rischieranno di diventare gravemente malnutriti nelle prossime settimane

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment