Alitalia: rilancio di Linate, cargo a Malpensa

Alitalia: rilancio di Linate, cargo a Malpensa

MILANO — Manca ancora la lettera di intenti, che è attesa nei prossimi giorni, ma l’accordo di massima tra Etihad e Alitalia c’è. Gli arabi sono pronti a investire 500 milioni di euro, in parte attraverso un aumento di capitale, per acquisire almeno il 40% del vettore italiano (la quota in ogni caso non potrà superare il 49% per non perdere i diritti di compagnia europea), dopo le rassicurazioni che il governo condivide il piano della compagnia di Abu Dhabi.
Il piano prevede un forte rilancio internazionale dell’aeroporto di Linate; un potenziamento di Malpensa, soprattutto nel settore cargo, attività a cui Etihad, come le altre compagnie del Golfo, è molto interessata; e un ulteriore rafforzamento di Fiumicino, che diventerà l’hub passeggeri di riferimento. Con buona pace dei politici lombardi e della Sea, la società di gestione degli scali milanesi.
Il via libera del governo è arrivato durante il faccia a faccia di giovedì tra il premier Matteo Renzi e il ceo di Etihad, James Hogan, che ieri mattina ha incontrato anche il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, prima di ripartire per Londra, dove vive la famiglia. L’esecutivo avrebbe promesso un decreto ad hoc che amplia le destinazioni in partenza da Linate, superando quindi il limite di 18 movimenti all’ora riservati esclusivamente ai collegamenti comunitari, previsti dal decreto Bersani per «proteggere» Malpensa. Tra le nuove mete si parla, ad esempio, di Berlino, dove c’è il quartier generale di Air Berlin, seconda compagnia tedesca, di cui Etihad possiede il 29% ma vorrebbe salire al 49%, e di Monaco di Baviera, ma anche di Istanbul, in Turchia.
Il potenziamento di Malpensa, nel piano di Etihad, invece, è in chiave soprattutto cargo. A vantaggio dei passeggeri lombardi verrà però inaugurato il collegamento con Shanghai, vista la grande richiesta della clientela business, oggi costretta a volare via Parigi o Francoforte per raggiungere la città cinese, oltre a una navetta con Abu Dhabi, che in futuro potrebbe partire anche da Linate. La spartizione è chiara: su Roma si concentrerebbero i collegamenti verso il Nord e il Sud America, che verrebbe rafforzata anche dai passeggeri in transito da Abu Dhabi, mentre all’hub emiratino verrebbero riservate le rotte verso Oriente e il resto del mondo.
Sul nodo esuberi, circa 3 mila, attualmente in cassa integrazione a rotazione o in contratto di solidarietà, l’ipotesi del piano sarebbe di estendere la Cig a rotazione soltanto al personale viaggiante (assistenti di volo e piloti), e adottare la Cig a zero ore per il personale di terra.
Quanto al tema dell’indebitamento, Etihad avrebbe chiesto una ristrutturazione del debito con le banche per almeno 400 milioni, su un totale di circa un miliardo. La strada è il consolidamento o la conversione in capitale, ma su questo punto la discussione è ancora aperta. Le banche (azioniste e creditrici) hanno lanciato segnali concilianti, ma il confronto partirà soltanto dopo che sarà ufficializzata la lettera di intenti con l’offerta e il piano di Etihad.
Oramai sarebbe questione di ore, tanto che il consiglio di amministrazione che Alitalia aveva convocato per lunedì pomeriggio a Milano, per informare i soci dei progressi nella trattativa con la compagnia araba, ieri sera è stato rinviato, per aspettare l’offerta.
Giuliana Ferraino


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