Cambiare politica sui rom

Undici orga­niz­za­zioni della società civile chie­dono al sin­daco di Roma Igna­zio Marino di cogliere un’occasione sto­rica per cam­biare final­mente rotta nelle poli­ti­che verso i rom

***, il manifesto redazione • 9/4/2014 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Povertà & Esclusione sociale • 1064 Viste

Gen­tile sindaco,

(…) Oggi, la giunta che lei guida ha l’opportunità con­creta di avviare un pro­cesso, tanto rivo­lu­zio­na­rio quanto urgente, per i rom e per l’intera città. Come sa, il 16 dicem­bre scorso i 137 rom abi­tanti del «vil­lag­gio attrez­zato» di via della Cesa­rina sono stati tra­sfe­riti nel cen­tro di acco­glienza deno­mi­nato “Best House Rom”, in via Visso, die­tro dispo­si­zione dell’Assessorato al Soste­gno Sociale e alla Sus­si­dia­rietà di Roma Capi­tale. Il «vil­lag­gio attrez­zato» di via della Cesa­rina era stato inau­gu­rato il 27 ago­sto 2003 per acco­gliere tem­po­ra­nea­mente circa 150 per­sone di etnia rom pro­ve­nienti dalla Bosnia e dalla Roma­nia. Da anni il pro­gres­sivo degrado delle con­di­zioni strut­tu­rali dell’insediamento ha com­por­tato gravi pro­blemi rela­tivi alla con­di­zione igienico-sanitaria e alla sicu­rezza degli abi­tanti (…). Tale situa­zione ha moti­vato il tra­sfe­ri­mento dei rom nella strut­tura “Best House Rom” di via Visso. I rom sono quindi stati tra­sfe­riti da un «vil­lag­gio attrez­zato» a un capan­none indu­striale, clas­si­fi­cato dall’Agenzia del Ter­ri­to­rio come cate­go­ria C2, ossia “uti­liz­zato per il depo­sito di merci”; una strut­tura priva dei requi­siti strut­tu­rali e orga­niz­za­tivi minimi pre­vi­sti dalla nor­ma­tiva vigente che disci­plina le strut­ture socio-assistenziali nella Regione Lazio, in cui ogni fami­glia vive in con­di­zioni degra­danti, in una stanza di circa 12 mq priva di fine­stre e di luce natu­rale. Il tra­sfe­ri­mento è stato giu­sti­fi­cato dall’Amministrazione Comu­nale «per motivi di ristrut­tu­ra­zione e ade­gua­menti tem­po­ra­nei» dell’insediamento di via della Cesa­rina. Il Comune di Roma ha infatti espresso la volontà di impie­gare nei pros­simi mesi, attra­verso un bando pub­blico, ingenti risorse eco­no­mi­che per il rifa­ci­mento ex novo del «vil­lag­gio attrez­zato» di via della Cesa­rina e tra­sfe­rirvi nuo­va­mente i 137 rom che prima lo abi­ta­vano. Ciò signi­fica che le risorse inve­stite dall’Amministrazione comu­nale, prima per l’accoglienza nel “Best House Rom” e poi per il rifa­ci­mento del nuovo «vil­lag­gio attrez­zato» di via della Cesa­rina, avranno come unico esito la ricon­ferma della segre­ga­zione dei rom all’interno di ghetti etnici, quali sono i “campi nomadi” a Roma.

Que­sta scelta poli­tica ci sem­bra asso­lu­ta­mente sba­gliata almeno per due motivi. In primo luogo, il rifa­ci­mento ex novo del «vil­lag­gio attrez­zato» di via della Cesa­rina signi­fi­che­rebbe che la giunta da lei gui­data intende rei­te­rare quella poli­tica di segre­ga­zione dei rom nei “campi nomadi” (…). Nume­rosi orga­ni­smi nazio­nali e inter­na­zio­nali hanno ripe­tu­ta­mente denun­ciato tale poli­tica come con­tra­ria al diritto inter­na­zio­nale e agli obbli­ghi sot­to­scritti dall’Italia in mate­ria di lotta alla discri­mi­na­zione, alla cui attua­zione le ammi­ni­stra­zioni locali non pos­sono sottrarsi. (…)

Occorre tra l’altro notare come la segre­ga­zione dei rom, attra­verso l’offerta di “campi nomadi” come unica solu­zione abi­ta­tiva riser­vata alle fami­glie rom indi­genti, vada di pari passo con la loro esclu­sione sociale e il man­cato accesso alle “case popo­lari” che per­met­te­reb­bero la loro inte­gra­zione. Si tratta di due facce della stessa meda­glia, coniata dalla pre­ce­dente giunta capi­to­lina e poi fatta pro­pria dall’attuale. La seconda ragione per la quale rite­niamo pro­fon­da­mente sba­gliato pro­ce­dere al ricol­lo­ca­mento dei rom nel «vil­lag­gio attrez­zato» di via della Cesa­rina riguarda (…) l’efficacia della spesa pub­blica. Secondo i dati emersi da una ricerca con­dotta dall’Associazione 21 luglio, l’Amministrazione capi­to­lina spende una cifra supe­riore a 2.500.000 euro annui per la gestione del “Best House Rom”. Ciò signi­fica che la spesa lorda annua per una fami­glia di 5 per­sone accolta in que­sta strut­tura è di circa 40.000 euro. Se a que­sta cifra si somma l’importo per la ristrut­tu­ra­zione del “campo” di via della Cesa­rina, si può ragio­ne­vol­mente ipo­tiz­zare che l’intera ope­ra­zione avrà un costo supe­riore ai 60.000 euro per ogni fami­glia, qua­lora il nuovo inse­dia­mento venga rea­liz­zato entro il mese di giu­gno 2014. Quindi la spesa sti­mata di 1.500.000 euro ser­virà a ricol­lo­care i rom in un nuovo «vil­lag­gio attrez­zato» (…). Per que­sto (…) le pro­po­niamo di ricon­ver­tire l’ingente somma eco­no­mica già impe­gnata per l’accoglienza dei 137 rom nel “Best House Rom” e il rifa­ci­mento dell’insediamento (più di 60.000 euro per fami­glia) in veri pro­getti di inclu­sione sociale (…). Nell’attesa che tali nuove poli­ti­che pos­sano essere messe in atto, le chie­diamo di ado­pe­rarsi affin­ché alle fami­glie attual­mente accolte nel Best House Rom possa essere offerta al più pre­sto una solu­zione alter­na­tiva ade­guata, digni­tosa e non discriminatoria.

Amne­sty Inter­na­tio­nal Ita­lia, Asso­cia­zione 21 luglio, Asso­cia­zione Zajno, ATD Quarto Mondo, Bot­tega Soli­dale, Casa dei Diritti Sociali, Cit­ta­di­nanza e Mino­ranze, Osser­vA­zione, Popica Onlus, Rete Ter­ri­to­riale Roma Est, Osser­va­to­rio sul Raz­zi­smo e le Diver­sità “M.G. Favara” — Uni­ver­sità Roma Tre

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