Camusso : “Concertazione? Nessuna nostalgia”

La segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso: ieri ha parlato dal congresso nazionale della Flai, a Cervia: “Sappiamo comunque come farci ascoltare”. La leader Flai Stefania Crogi: “Male il Jobs Act, si cambino le pensioni”

Antonio Sciotto, il manifesto redazione • 10/4/2014 • Copertina, Lavoro, economia & finanza, Sindacato • 637 Viste

Per Susanna Camusso è il momento dell’orgoglio, e risponde agli attac­chi rice­vuti dall’esterno (vedi Renzi) e dall’interno (leggi alla voce Fiom). “State tutti sereni – dice dal palco di Cer­via, al con­gresso Flai – Noi non pie­tiamo un incon­tro, un’udienza, un for­male rico­no­sci­mento. La Sala verde di Palazzo Chigi può anche essere chiusa, non ne avremo nes­suna nostal­gia. Ma siamo quelli che vanno ascol­tati, non per­ché chie­diamo qual­cosa, ma per­ché siamo tra i pochi sog­getti in Ita­lia che non si sono ras­se­gnati all’idea che non si possa cam­biare la con­di­zione con­creta delle persone”.

Il mes­sag­gio è chiaro: in primo luogo è indi­riz­zato al governo, ed è come dire ‘anche se tu non ci vuoi ascol­tare, noi ci siamo’. Ma ce n’è anche per Mau­ri­zio Lan­dini, il segre­ta­rio della Fiom, che tra l’altro pro­prio dalle colonne del mani­fe­sto, la set­ti­mana scorsa ha accu­sato la Cgil di essere troppo attenta a rita­gliarsi un posto al tavolo della con­cer­ta­zione invece di con­trap­porsi in piena auto­no­mia alle sue con­tro­parti, siano il governo o le imprese. Quanto al con­gresso, il monito di Camusso è netto: “Non c’è un pro­blema di regole demo­cra­ti­che, c’è piut­to­sto un gruppo diri­gente che parla troppo di sé e non fa par­te­ci­pare le per­sone dal basso”.

Comun­que, tor­nando al rap­porto con il governo, Camusso ha riba­dito che “anche senza la Sala verde (quella della con­cer­ta­zione, ndr), il sin­da­cato sa come farsi sen­tire, e pur se viene negato, l’ascolto c’è: lo sconto Irpef sulle buste paga è una nostra riven­di­ca­zione da tempo, come il fatto che si pensi anche agli inca­pienti. Noi aggiun­giamo che si deve guar­dare anche al disa­gio dei pensionati”.

E se que­ste sono le mosse posi­tive del pre­mier Renzi, la Cgil riba­di­sce anche quello su cui è con­tra­ria: “Il decreto sui con­tratti a ter­mine non creerà nuova occu­pa­zione, ma rischia di pre­ca­riz­zare; e lo stesso avverrà gene­ra­liz­zando i vou­cher”. “Men­tre la nostra pre­oc­cu­pa­zione, adesso, deve essere il lavoro, e non mi pare che gli ultimi dati usciti ne pre­ve­dano una ripresa: per­ché se non diamo rispo­ste ai disoc­cu­pati e ai gio­vani, la spinta pro­pul­siva dei 1000 euro in più in busta paga rischia di esaurirsi”.

Le cri­ti­che al Jobs Act ren­ziano sono state riba­dite con net­tezza anche dalla segre­ta­ria gene­rale della Flai, Ste­fa­nia Crogi: “Le scelte su con­tratto a ter­mine e appren­di­stato spo­stano più lon­tano l’orizzonte di cer­tezza e sta­bi­lità che i gio­vani, e non solo loro, hanno diritto di avere. Le tutele cre­scenti, l’allungamento del periodo di prova, intrin­se­ca­mente vogliono dire più pos­si­bi­lità di licen­ziare, som­mano pre­ca­rietà a pre­ca­rietà. Ma la vera novità è il ritorno dei voucher”.

Ste­fa­nia Crogi cri­tica anche il ten­ta­tivo del pre­mier di met­tere all’angolo i sin­da­cati: “La volontà poli­tica di supe­rare i corpi inter­medi si è già affer­mata con Blair e Schroe­der: è una ten­denza popu­li­sta, con cui si vor­rebbe far coin­ci­dere l’opinione di parte del popolo con la volontà dello Stato. Non con­sen­ti­remo né al nostro pre­si­dente del con­si­glio né a qual­siasi forza poli­tica di rottamarci”.

Ma su un altro punto, sia Camusso che Crogi pon­gono la loro atten­zione: le pen­sioni. La segre­ta­ria Cgil annun­cia un’iniziativa a breve con Cisl e Uil, men­tre la lea­der Flai spiega: “Va ripri­sti­nata una fles­si­bi­lità in uscita senza pena­liz­za­zioni, così da tute­lare chi ha matu­rato i requi­siti e con­sen­tire di creare nuovi posti di lavoro”.

L’ultima bat­tuta, Crogi la dedica al con­gresso: “Il Testo Unico rap­pre­senta un cam­bia­mento vero, nella giu­sta dire­zione. Al con­gresso Cgil noi con­trap­por­remo la con­fe­de­ra­lità alla auto­re­fe­ren­zia­lità: sapendo che le regole val­gono per tutti e che c’è un unico segre­ta­rio generale”.

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