L’inchino di Abu Mazen alle vittime della Shoah: “Il crimine peggiore”

Svolta del leader palestinese Abu Mazen. Ma Israele: rompa con Hamas

MAURIZIO MOLINARI, la Stampa redazione • 28/4/2014 • Copertina, Guerre, Armi & Terrorismi, Internazionale, Storia & Memoria • 1447 Viste

Abu Mazen condanna l’Olocausto come il «più odioso crimine contro l’umanità dell’era moderna» e il premier israeliano Benjamin Netanyahu reagisce sfidandolo a «rompere con Hamas che nega lo sterminio degli ebrei».
Il passo del presidente palestinese è arrivato in coincidenza con il Giorno della Shoah, nel quale Israele si raccoglie nel ricordo dei sei milioni di ebrei trucidati dai nazifascisti, con una dichiarazione scritta diffusa dall’agenzia Wafa.

«L’Olocausto è il crimine contro l’umanità più odioso – afferma Abu Mazen – esprimiamo solidarietà per chi ne fu vittima, gli ebrei e gli altri». È la prima volta che un leader palestinese compie tale passo, sfidando un tabù nel mondo arabo dove prevalgono spesso le teorie negazioniste. La scorsa settimana era stato Mohamed Dajani, docente dell’ateneo di Al Quds, a dirsi a favore di un simile passo dopo aver accompagnato in visita ad Auschwitz una delegazione di 30 studenti palestinesi, attirandosi accuse di «tradimento e minacce».

Per Abu Mazen, 79 anni, c’è inoltre un risvolto personale in quanto il passo compiuto punta ad allontanare le critiche ricevute in passato per la tesi di laurea, discussa all’ateneo di Mosca in piena Guerra Fredda, nella quale sosteneva la teoria della «collaborazione fra sionisti e nazisti». Nella dichiarazione diffusa dalla Wafa, Abu Mazen afferma inoltre che «i palestinesi conoscono l’oppressione e la discriminazione» e dunque sono nella «migliore posizione» per condannare quanto subito dagli ebrei. All’indiretto paragone fra Olocausto e sofferenze palestinesi, Abu Mazen ha infine aggiunto un appello al governo israeliano affinché «colga l’occasione per un accordo di pace basato sulla visione di due Stati, fianco a fianco, in pace e sicurezza».

La replica di Netanyahu è giunta al termine della riunione del governo: «Anziché tentare di compiacere la comunità internazionale, Abu Mazen farebbe bene a rompere i rapporti con Hamas che nega l’Olocausto e persegue l’uccisione di ebrei». Per il premier la recente intesa fra Abu Mazen e Hamas in favore di un governo di unità nazione è dunque in contraddizione con il riconoscimento dell’Olocausto. A rincarare la dose in proposito è stato Naftali Bennett, leader dell’ala destra della coalizione di governo, secondo il quale «Abu Mazen è in contraddizione con la sua tesi di laurea negazionista che non ha mai rinnegato».
MAURIZIO MOLINARI

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