Moretti a Finmeccanica, Descalzi all’Eni

Moretti a Finmeccanica, Descalzi all’Eni

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MILANO — Cambiano sette manager su otto, arrivano tre donne (alla presidenza) e lasciano alcuni vecchi storici amministratori delegati dopo una decina d’anni di servizio. È questa la nuova cartina del potere delle grandi società a controllo pubblico, mappa che sarà proposta alle rispettive assemblee: così raccontano le liste dei candidati-consiglieri comunicate da Palazzo Chigi, dove non viene specificato il ruolo cui i nomi sono destinati, ma tradizionalmente il primo è quello riservato al presidente e il secondo all’amministratore delegato.
Alla presidenza dell’Eni arriva l’ex numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia; a quella dell’Enel Patrizia Grieco, oggi a capo di Olivetti; per le Poste è stata scelta Luisa Todini, imprenditrice, eletta deputata europea nelle liste di Forza Italia nel 1994 e ora nel consiglio d’amministrazione della Rai. L’unico presidente della «vecchia guardia» che conserva il posto è Gianni De Gennaro, che rimane a Finmeccanica. «Una squadra di professionisti di grande qualità e riconosciuta autorevolezza», ha commentato il premier Matteo Renzi, «sono particolarmente soddisfatto per la forte presenza femminile». Per i presidenti, poi, lo stipendio non potrà crescere più di tanto: «Si proporrà all’assemblea delle società che il compenso annuo sia fissato nella cifra di 238 mila euro lordi», si legge nella nota di Palazzo Chigi.
Passando alla poltrona operativamente più importante, quella di amministratore delegato, all’Eni e all’Enel finisce l’era rispettivamente di Paolo Scaroni e Fulvio Conti, che vengono sostituiti da due interni: al Cane a sei zampe viene promosso Claudio Descalzi, fino ad oggi direttore generale del gruppo petrolifero per le esplorazioni e la produzione, mentre alla società elettrica conquista la poltrona principale Francesco Starace, ad oggi amministratore delegato di Enel Green Power.
Nuova destinazione anche per Mauro Moretti, al centro delle recenti polemiche sui tetti agli stipendi dei vertici pubblici: da amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato (dove potrebbe arrivare Michele Mario Elia) trasloca con la stessa posizione in Finmeccanica. Alle Poste, infine, diventa amministratore delegato Francesco Caio, mister Agenda digitale, che sostituisce Massimo Sarmi.
Diverse le reazioni politiche, molte a favore e qualcuna contraria. Come quella di Beppe Grillo: le nuove nomine? «Renzi mette i suoi uomini lì..», ha detto.
Tra gli altri consiglieri candidati dal tesoro ci sono, all’Enel, Alberto Bianchi, Alberto Pera, Andrea Gemma e Paola Girdinio. All’Eni: Fabrizio Pagani, Luigi Zingales, Diva Moriani e Salvatore Mancuso. In Finmeccanica: Marta Dassù, Guido Alpa, Alessandro De Nicola, Marina Calderone e Fabrizio Landi. Alle Poste: Roberto Rao, Antonio Campo dall’Orto e Elisabetta Fabbri. Tra i nomi più conosciuti, a meno di omonimie: Alberto Bianchi come presidente della Fondazione Open che sostiene Renzi, Roberto Rao come ex portavoce di Pierferdinando Casini e Fabrizio Pagani come esponente della segreteria tecnica del ministro Pier Carlo Padoan.
Giovanni Stringa



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