Oxfam: sanità e istruzione contro diseguaglianza e povertà

Secondo il rapporto lanciato oggi da Oxfam, scuola e sanità gratuite sono il mezzo più sicuro per contrastare la profonda diseguaglianza globale

Redattore Sociale redazione • 3/4/2014 • Copertina, Globalizzazione,sviluppo, multinazionali, Studi, Rapporti & Statistiche • 637 Viste

Roma – Secondo il rapporto di ricerca ‘Per il bene di tutti – Il ruolo dei servizi pubblici nella lotta alla diseguaglianza globale’ lanciato oggi da Oxfam, scuola e sanita’ gratuite sono il mezzo piu’ sicuro per contrastare la profonda diseguaglianza che caratterizza le societa’ del nord e del sud del mondo. Se, infatti, tutte le fasce sociali traggono beneficio dall’accesso a questi servizi, sono soprattutto le fasce piu’ disagiate a guadagnarci, con un ‘reddito virtuale’ aggiuntivo che ammonta fino al 76% del loro reddito al netto delle imposte. La stima e’ calcolata a partire dai dati’Ocse.
“Secondo i dati Ocse, Oxfam calcola che investire nei servizi pubblici riduce l’ineguaglianza di reddito del 10-20% sia nei paesi piu’ ricchi che nei paesi piu’ poveri: ecco perche’ per lottare contro la diseguaglianza- definita a Davos una delle prime minacce alla sicurezza globale- una delle misure piu’ semplici ed efficaci e’ investire di piu’ in servizi pubblici. E, al contrario, ecco perche’ tagliare la spesa destinata a questo tipo di servizi ha conseguenze catastrofiche ovunque”, afferma Elisa Bacciotti, direttrice Campagne di Oxfam Italia.
In un mondo nel quale 85 super ricchi detengono la ricchezza posseduta dalla meta’ della popolazione mondiale piu’ povera la ricerca di Oxfam mostra come i servizi pubblici possono rallentare i trend di crescita della diseguaglianza, mentre i servizi a pagamento e le politiche di austerita’ sia nel nord che nel sud del mondo hanno l’effetto opposto. I costi dei servizi sanitari a pagamento, per esempio riducono sul lastrico 150 milioni di persone in tutto il mondo, mentre in paesi come il Pakistan, il Malawi e nelle zone rurali dell’India una famiglia media dovrebbe spendere anche il 127% del proprio reddito per mandare i figli a una scuola privata ‘low cost’.
Cio’ nonostante, tra il 2008 e il 2012, piu’ della meta’ dei paesi in via di sviluppo ha tagliato la spesa per l’istruzione e i 2/3 di essi anche quella per la sanita’. “I tagli alla sanita’ e all’istruzione pubblica colpiscono la vita delle fasce piu’ vulnerabili. Oxfam chiede ai governi del mondo di cambiare politica per evitare di far sprofondare le fasce piu’ deboli in una spirale di diseguaglianza senza fine, a seguito della quale, per i loro figli, sara’ ancora piu’ difficile arrivare a sollevarsi dalla poverta’” Ha aggiunto Bacciotti.
“Per questo Oxfam lavora per sostenere il diritto universale alla salute e all’istruzione, in particolare rafforzando le capacita’ dei sistemi pubblici in 64 dei 93 paesi in cui lavora nel mondo, ed anche in Italia, dove lavoriamo con programmi tesi al rafforzamento dell’accesso ai servizi sanitari ed educativi pubblici delle fasce di popolazione piu’ debole” conclude Bacciotti. (DIRE)
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