Lavoro, scatta il piano « Garanzia Giovani »

by redazione | 6 Aprile 2014 9:29

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Garanzia Giovani: il conto alla rovescia è partito. Manca meno di un mese al primo maggio, giorno del debutto per il programma che tra fondi europei e cofinanziamento italiano mobiliterà un miliardo e mezzo per fornire a tutti i ragazzi tra i 15 e i 29 anni (e non 25 come diceva all’inizio la Ue) un’opportunità di formazione e orientamento. O, ancora meglio, un lavoro. Previsti aiuti anche per chi vuole mettersi in proprio. O la possibilità di scegliere il servizio civile.
Il rischio che i soldi vengano spesi male c’è. Gli scandali ricorrenti legati alla formazione professionale e un sistema di collocamento pubblico che «piazza» solo il 3,1% dei disoccupati deve mettere in guardia. Ma come funzionerà la Garanzia Giovani? E quali sono le criticità?
Per prima cosa gli under 29 senza lavoro dovranno registrarsi su un portale che sarà presentato il primo maggio prossimo. Qualche polemica c’è già stata nei mesi scorsi rispetto ai costi. Si era parlato di cento milioni. In realtà questi soldi (gli unici che non saranno affidati alle Regioni perché restano a disposizione del ministero del Lavoro) saranno spesi in parte per potenziare i servizi per l’impiego (60 milioni). I restanti 40 per varie attività tra cui campagne di comunicazione e lo stesso portale.
A parte l’entità della spesa, l’idea del portale non convince tutti. «Abbiamo fatto delle simulazioni: per completare le operazioni di registrazione occorrono circa 45 minuti. Una scelta che non si adatta ai destinatari della Garanzia», fa notare Giulia Rosolen, ricercatrice di Adapt (Associazione per gli Studi su Diritto del Lavoro e Relazioni industriali). Come dire: qualcuno rischia di bloccarsi prima ancora di partire.
Il ragazzo che si è registrato sul sito poi dovrà essere «preso in carico». In sostanza, verrà chiamato per un colloquio. Da chi? Dipende. Ogni Regione deciderà quale spazio avrà il collocamento pubblico e quale le agenzie private. Da notare che il sistema di accreditamento dei privati non è attivo in tutte le Regioni. Di certo chi «prende in cura» i giovani a caccia di lavoro riceve un compenso (vedi tabella). Il «tariffario» è stato appena definito dal ministero del Lavoro e sarà uguale in tutte le Regioni.
Scontato? Niente affatto. Sulla materia si è giocato un lungo braccio di ferro. Il «listino prezzi» è molto articolato perché varia a seconda della «piazzabilità». Per esempio, l’agenzia che riesce a trovare un contratto a tempo determinato di sei mesi metterà in tasca dai 600 ai 1.200 euro. Il massimo per i giovani disoccupati del Sud con lauree o diplomi deboli. Il minimo per i coetanei del nord che escono da ingegneria.
E le aziende? Saranno incentivate a offrire stage e contratti ai giovani? La risposta è «sì». Prendiamo gli stage. Il giovane potrà contare su 500 euro al mese per sei mesi. Ma questi soldi non arriveranno dalle aziende bensì dai fondi della Garanzia Giovani. Prendiamo il contratto di apprendistato. Il pagamento dei giovani durante le ore di formazione sarà a carico della Garanzia Giovani. Il ministero intende coinvolgere nell’operazione alcune grandi aziende da Eni a Enel passando per Poste.
Fin qui il quadro generale. Fondamentale sarà la capacità delle Regioni di gestire l’operazione. Entro metà aprile il ministero conta di firmare le cosiddette convenzioni. Ogni Regione potrà stabilire quanta parte della sua quota di fondi destinare alla formazione, quanta all’orientamento, quanta agli incentivi. E qui si apre una nuova partita. Dal canto loro molte agenzie private sono pronte ad aprire sportelli al Sud: «E’ il nostro caso — dice l’amministratore delegato di Gi Group, Stefano Colli Lanzi —. Certo molto dipenderà da quanto le Regioni crederanno nei nostri servizi. Evitando di concentrare tutte le risorse su formazione e incentivi alle aziende ».
Rita Querzé

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