Stipendi, i manager campioni di bonus La classifica delle retribuzioni da record

Premi e incentivi nelle buste paga dei manager, nonostante i bilanci aziendali in affanno. Il compenso più alto è per Battista (Prysmian). Seguito da Marchionne e Montezemolo. Mentre perdono posizioni Scaroni (Eni) e Conti (Enel)

Vittorio Malagutti e Stefano Vergine, L'Espresso redazione • 10/4/2014 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 1172 Viste

ESCLUSIVO LA TABELLA COMPLETA DELLE RETRIBUZIONI IN MIGLIAIA DI EURO

Prysmian che Bingo! La multinazionale dei cavi, un’eccellenza mondiale che batte bandiera italiana, ha conquistato un nuovo primato: nessun’altra azienda quotata alla Borsa di Milano l’anno scorso ha pagato così tanto i suoi manager di punta. Valerio Battista, con una busta paga di oltre 6 milioni, guida la classifica degli stipendi elaborata da l’Espresso. L’amministratore delegato di Prysmian è seguito a distanza una coppia targata Fiat: Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo, il presidente della Ferrari.

La graduatoria si basa su un campione che comprende oltre i due terzi delle società quotate in Borsa e la quasi totalità delle imprese a maggiore capitalizzazione. I compensi indicati nella tabella comprendono la retribuzione fissa così come eventuali bonus e incentivi, al lordo delle tasse. Sono invece escluse le somme ricevute a titolo di buonuscita o quelle ricavate dalla vendita di eventuali stock option. Per legge, infatti, le società quotate in Borsa sono tenute a rendere noti ogni anno i compensi versati ai consiglieri di amministrazione e anche ai direttori generali.

Per compilare la graduatoria, L’Espresso ha raccolto ed elaborato i dati resi pubblici nei giorni scorsi da un centinaio di aziende e banche. Per ogni società sono stati presi in considerazione solo i compensi superiori a 500 mila euro. All’appello mancano ancora grandi gruppi come Unicredit e Pirelli, che pubblicheranno i bilanci solo tra qualche settimana. Per il resto, però, la graduatoria offrono un quadro completo dei guadagni dei top manager nazionali. E allora si scopre che anche in un anno come il 2013 in cui i conti delle aziende (e delle banche) sono stati messi alle corde dalla recessione, gli amministratori delle società quotate hanno comunque incassato premi e incentivi legati al risultato aziendale.

Il caso più eclatante è quello dei dirigenti di vertice di Prysmian che l’anno scorso hanno quasi triplicato il loro stipendio complessivo rispetto al 2012 grazie ai bonus calcolati sui profitti di un triennio (2011-2013). Lo stesso discorso vale per Marchionne e Montezemolo, che grazie ai premi in pratica raddoppiano i loro guadagni annuali avvicinando quota 6 milioni di euro. Stesso discorso vale per Andrea Guerra di Luxottica, mentre Mario Greco di Generali e Giovanni Battista Ferrario, direttore generale della Italcementi dei Pesenti, hanno incassato un compenso variabile (legato ai risultati aziendali) superiore a quello fisso.

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