«È un assassino». «Pover’uomo» Berlusconi – Grillo, scontro a distanza

«È un assassino». «Pover’uomo» Berlusconi – Grillo, scontro a distanza

ROMA — «Grillo è un assassino che ha ucciso tre amici». «Berlusconi è un pover’uomo, che non crede nemmeno più in quello che dice». Il giorno dopo la partecipazione, salutata da un grande successo di pubblico, a Porta a Porta , il leader del Movimento 5 Stelle viene attaccato a testa bassa dal leader di Forza Italia. E risponde per le rime.
La campagna elettorale dimentica sempre più spesso i grandi temi — il lavoro, l’economia, l’Europa e i diritti — e finisce per deviare verso insulti e iperboli, accuse e battute che condiscono show televisivi e agenzie di stampa. La partecipazione di Grillo al programma di Raiuno ha ottenuto pareri contrastanti. A qualcuno il leader dei 5 Stelle è parso fiacco, in difficoltà per il contraddittorio serrato di Vespa, ma ad altri (come Carlo Freccero) è piaciuto il piglio meno ruvido di Grillo, che ieri era più che soddisfatto della partecipazione. L’addetto stampa Rocco Casalino esaltava il dato degli ascolti — 4 milioni 276 mila spettatori — e dello share, 26,88: «Vespa, parlando con me, ha usato parole come “botto”, “impressionante” e “miglior puntata dell’anno”». Tanto che lo stesso Grillo avrebbe preferito una prima serata: e scherzando con i suoi, ha dato la colpa dell’orario tardivo a Roberto Fico, presidente della Vigilanza Rai.
Ma ancora non si erano spenti gli echi del duello con Vespa, che Grillo ne ingaggiava un altro con Silvio Berlusconi. Il primo a colpire è proprio il leader di Forza Italia che, all’Aria che tira , riferendosi a un vecchio incidente stradale nel quale fu condannato per omicidio colposo, spiega che «Grillo è un esperto nel non entrare in prigione: è scampato alla galera nonostante sia un assassino». Ma Berlusconi va oltre: «Le persone che lo votano cercano la vendetta e vogliono il sangue. Lui dice le stesse cose che diceva Hitler in campagna elettorale. Questo signore è conosciuto come uno che non faceva lo spettacolo se non era pagato in gran parte in nero: vederlo fare il moralista in tv mi disturba». Pronta la replica di Grillo: «Sono voci dall’aldilà, non replico neanche. Uno dei più grandi evasori della storia che dà dell’evasore a me? È fantastico. Pover’uomo, zampetta da una tv all’altra per salvare le sue aziende».
Ma Grillo pensa ad altro. Arrivato alla Camera, dice: «Quando veniamo qui, ne licenziamo un po’ di queste persone», riferendosi ai commessi («battute di cattivo gusto», secondo la presidente della Camera Laura Boldrini). Attacca ancora una volta il capo dello Stato: «È illegittimo, si goda la vita. Dopo le elezioni andremo sotto il Quirinale a protestare». Definisce il Movimento 5 Stelle «il piano b, tra un comunismo che ha fallito e il capitalismo che ha distrutto il sistema economico». Se per Renzi «sono gli ultimi giorni di Pompei», non è previsto alcun compromesso con le altre forze politiche: «La parola alleanza è terribile». Raccapriccio anche per l’espressione «moderati»: «Da Vespa ho conquistato il voto dei moderati? Ma che vuol dire, è una parola che fa paura, stiamo andando verso una bancarotta moderata».
Ieri Grillo era a Pescara, per un comizio e per testimoniare la sua solidarietà a un imprenditore costretto a mettere la sua casa all’asta. «Un caso simbolo — ha detto —. La sua casa me la compro io, me la intesto a mia insaputa, come Scajola. Le case non vanno espropriate e messe all’asta». Poi l’attacco a Equitalia: «Un baraccone da chiudere, un’usura dell’anima e dei sentimenti».
Infine, il bagno di folla del comizio, cominciato intonando un blues. E proseguito con un florilegio di battute. Su Craxi: «A lui tirarono le monetine, noi quando vinceremo, tireremo il Maalox». Su Vespa: «Questa è una rivoluzione felice, vado addirittura da Vespa senza vomitare». Su Berlusconi: «È un povero pensionato avvilito. Quando vinceremo, o va in prigione o fuori dai coglioni». Su se stesso: «Mi rottamerete, come Iva Zanicchi». Ma il leader che secondo Berlusconi ormai si sente «onnipotente», guarda avanti e pensa in grande: «Alle Politiche ci presenteremo con una squadra di governo già pronta».
Alessandro Trocino



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