Elezioni. Si chiude una campagna infuocata

Elezioni. Si chiude una campagna infuocata

ROMA — Dai paragoni con Hitler al destino del cagnolino Dudù, si è visto e sentito di tutto nella durissima sfida a tre che Berlusconi, con un lapsus dell’ultim’ora, ha definito «una lunga campagna pubblicitaria». Dopo gli appelli di Napolitano, di Grasso e dei vescovi a non disertare le urne, in serata sono scoccate le ultime scintille tra il premier Renzi, il «capo» dei 5 Stelle e il leader di Forza Italia. Un rush finale che ha visto ancora slogan a effetto, colpi bassi e insulti grillini contro il Quirinale che provocano una levata di scudi da parte di Ncd, Udc e Pd. Il premier Matteo Renzi parla di «campagna di odio». «Non posso immaginare cosa succederà se vince Grillo — lancia l’allarme l’ex Cavaliere —. Fa paura, dice le stesse cose di Hitler nel ‘33… Potranno succedere dei disordini inquietanti».
I due favoriti si sono sfidati a distanza, da una piazza all’altra. Renzi nella «sua» Firenze e Grillo nella «rossa» San Giovanni di Roma. Berlusconi invece si è chiuso nell’Auditorium della Provincia di Milano. Il premier ha provato a stanare gli astenuti puntando sulle riforme e la stabilità, con la speranza che il Pd si affermi come «il primo partito dentro il gruppo del centrosinistra europeo». Il leader del M5S, invece, ha brandito un metaforico apriscatole: «Abbiamo aperto il Parlamento qui a Roma, ora è arrivata la volta dell’Europa. Apriremo l’Europarlamento come una scatola di wurstel».
Oggi scatta il silenzio elettorale. E domani si vota, in una giornata sola, per scegliere la delegazione italiana al Parlamento Ue (73 membri su 751) e per rinnovare le amministrazioni di due Regioni (Piemonte e Abruzzo) e di quasi 4 mila Comuni: da Firenze a Prato, da Bergamo a Sassari. Per la prima volta le urne aprono alle 7 e chiudono alle 23. Ai 17 milioni di elettori chiamati a scegliere i loro sindaci verrà consegnata ai seggi una scheda azzurra, mentre rossa è la scheda per le Europee. La Lega si sente sicura e così il Ncd di Alfano. Ma i partiti più piccoli devono superare lo sbarramento del 4%, un problema che riguarda forze come Scelta europea, i Verdi, la Lista Tsipras, Fratelli d’Italia-An e Idv. Ai singoli candidati a Strasburgo tocca poi vincere la gara delle preferenze e poiché la legge entrata in vigore il 25 aprile ha rafforzato la parità di genere, chi vuole contribuire a scegliere gli eurodeputati, oltre che i partiti, dovrà ricordarsi di indicare candidati di sesso diverso. La campagna elettorale europea ha assunto, nelle ultime settimane, una forte valenza di politica interna. Tra i dirigenti democratici si parla di «testa a testa» nella Capitale tra M5S e Pd. Ma il premier assicura che, comunque vada, un successo di Grillo non avrà ripercussioni sulla stabilità dell’esecutivo: «Le riforme? Andremo avanti comunque, io non mollo di mezzo centimetro». Per convincere gli indecisi e dissuadere gli elettori tentati dalle sirene del M5S, il leader del Pd — che ha tenuto l’ultimo comizio in piazza della Signoria per lanciare la volata al candidato sindaco Dario Nardella — ha estratto dalla manica gli ultimi assi: ha promesso che le tasse scenderanno ancora e che ci sarà un alleggerimento dell’Irpef anche per pensionati e partite Iva.
Per Renzi queste elezioni non sono un referendum sul suo nome, ma un ballottaggio tra la paura e la speranza: «La politica non può essere una gara di insulti, di minacce, di vaffa detti in piazza». Il premier è convinto che gli euroscettici non vinceranno e che il voto di domani segnerà una «svolta netta», più crescita e meno austerità. Ma Grillo, dal palco di una piazza San Giovanni quasi del tutto piena, mostra di non credere alla tenuta del Pd. Incalza, inasprisce i toni, ironizza sull’inquilino di Palazzo Chigi: «Mi fa pena questo ragazzo, che giovedì era a piazza del Popolo senza il popolo».
Tensione alta, risultato incerto per la grande sacca di indecisione che sembra caratterizzare queste elezioni. Napolitano ha ricordato il valore che «il processo di integrazione europea ha avuto nel favorire la pace». E i vescovi hanno spronato gli italiani a votare: «La partecipazione alle elezioni è molto importante». Renzi pensa che l’Italia sarà tra i primi Paesi per affluenza e lancia un ultimo appello alla partecipazione: «Andate a votare per consentire all’Italia di contare in Europa, sennò la situazione peggiora». E il presidente del Senato Grasso: «Non votare è la scelta peggiore, significa non incidere sul proprio futuro».
Monica Guerzoni



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