Grillo e Farage, i campioni della democrazia

L’alleanza 5 Stelle – Ukip. Grillo glissa su alcuni aspetti poco “gradevoli” del partito inglese, molto più simile alla destra repubblicana Usa che ai grillini nostrani. E nel movimento ognuno vale uno, ma Grillo e Casaleggio decidono per tutti

Alessandro Dal Lago, il manifesto redazione • 31/5/2014 • Copertina, Politica & Istituzioni • 1556 Viste

In que­ste gior­nate post-elettorali, la fre­quen­ta­zione del Blog di Beppe Grillo mette di buon umore e ricon­ci­lia con la vita. Citiamo per primo un incre­di­bile post, «Grillo non si deve dimet­tere!», in cui ci si scap­pella davanti al lea­der e si respinge l’ipotesi di un suo passo indie­tro. Un altro post in cui si cele­bra il mitico Di Maio «poli­tico dell’anno». E poi incen­sa­menti dei gior­na­li­sti amici e spe­ri­co­late ana­lisi vir­tuali delle ele­zioni euro­pee, da cui si deduce, appog­gian­dosi all’autorevole tra­smis­sione Le iene che, se aves­sero votato tutti gli aventi diritto, il M5S sarebbe il primo par­tito in Ita­lia con più del 40% dei voti. Più che un organo della gente one­sta e dei nuovi rivo­lu­zio­nari, il Blog ricorda lo stile comu­ni­ca­tivo di Ceausescu.

E ora ecco un altro docu­mento, postato ieri sul Blog e chia­ra­mente steso dalla Casa­leg­gio e Asso­ciati, che pro­clama la «verità» su Nigel Farage, con cui Beppe si è magni­fi­ca­mente inteso a Bru­xel­les. In base allo sta­tuto del suo par­tito, l’Ukip, il bril­lante poli­tico inglese viene pre­sen­tato come un cam­pione della libertà e della demo­cra­zia. L’Ukip è con­tra­rio al domi­nio tede­sco sull’Europa. È per la difesa dei valori nazio­nali e si oppone alla buro­cra­zia euro­pea. È con­tro le guerre di Came­ron e sim­pa­tizza per Putin. Nel suo sta­tuto non si fa cenno a ses­si­smo o xeno­fo­bia. Può espel­lere i mem­bri che vio­lano la legge. Insomma, si direbbe che, per un mira­colo della sto­ria, al di là della Manica sia nato e affer­mato una spe­cie di M5S inglese, con cui quello nostrano non vede l’ora di allearsi per con­qui­stare l’Europa.

Grillo ignora alcuni aspetti poco “gradevoli” dell’Ukip
Pec­cato però che il docu­mento ignori alcuni aspetti poco gra­de­voli dell’Ukip (almeno agli occhi dei soste­ni­tori del M5S che si pen­sano di sini­stra): che il par­tito è nato da una scis­sione a destra dei con­ser­va­tori; che è iper-liberista, favo­re­vole a una ridu­zione della spesa sani­ta­ria e a una mora­to­ria sull’immigrazione, con­tra­rio ai matri­moni gay e ai con­trolli del riscal­da­mento glo­bale, defi­niti più o meno come «com­plotti comu­ni­sti» delle Nazioni Unite. Quanto al ses­si­smo o alla xeno­fo­bia, più che rifarsi allo sta­tuto dell’Ukip, il docu­mento di Grillo, o chi per lui, avrebbe dovuto citare le innu­me­re­voli gaffe anti-gay o anti-immigrati di Farage e degli altri leader.

In poche parole, l’Ukip di Farage è un par­tito iper-conservatore, para­go­na­bile sia nel pro­gramma, sia nello stile, alla destra repub­bli­cana Usa (com­preso l’isolazionismo). Che non abbia voluto allearsi, per il momento, alla Lega o a Marine Le Pen, cioè a movi­menti espli­ci­ta­mente xeno­fobi, è un segno dell’abilità poli­tica di Farage e non certo del suo spi­rito ecu­me­nico o tollerante.

Tutto que­sto ci porta a una valu­ta­zione della linea di Grillo-Casaleggio dopo la bato­sta del 25 mag­gio. Con un occhio all’enormità delle asten­sioni (42% in Ita­lia e 57% in media in Europa, con pic­chi dell’80% in Slo­vac­chia ecc.) e al suc­cesso degli euro­scet­tici, gli stra­te­ghi del M5S devono aver pen­sato che il bacino dell’elettorato di destra è enorme e pro­met­tente. Il radi­ca­li­smo anti-Ue non può che pagare di più in futuro e per­met­tere di recu­pe­rare le per­dite del 25 mag­gio. D’altronde, solo i fana­tici hanno potuto igno­rare quanto Grillo sia sem­pre stato con­ser­va­tore, cioè di destra, in tema di immi­gra­zione, car­ceri, giu­sti­zia e così via. E ora il suo eco­lo­gi­smo può anche andare in sof­fitta, vista la pro­met­tente alleanza con Farage.

Tutto ciò è nor­male e pre­ve­di­bile. Più inquie­tante è che ci siano tanti che con­si­de­rano il M5S iper-democratico e magari di “sini­stra”. Facendo alleanze con chi gli pare, accom­pa­gnato solo da un ram­pollo della fami­glia Casa­leg­gio, Grillo ha dimo­strato a tutti in che conto tenga la demo­cra­zia, reale o vir­tuale che sia. Ognuno vale uno, ma Grillo e Casa­leg­gio deci­dono per tutti.

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