Lotta alla Droga, non solo Repressione. l’Idea di Soros Contro il Proibizionismo

Lotta alla Droga, non solo Repressione. l’Idea di Soros Contro il Proibizionismo

Un fallimento da mille miliardi di dollari, con tante vittime, omicidi, carceri piene, danni ingenti sulle economie dei Paesi produttori e dei Paesi consumatori. Stiamo parlando della droga e della guerra a chi ne gestisce il traffico e il mercato. Partendo dall’analisi, conti alla mano, che George Soros ha firmato sul Financial Times . Il titolo è già molto chiaro: «L’inutile guerra alle droghe che spreca denaro e distrugge la vita». Forse più delle stesse sostanze proibite, se si considerano anche gli omicidi collegati.
Sembra essere tornati indietro nella storia, negli anni Venti dello scorso secolo quando il proibizionismo degli alcolici teneva banco negli Stati Uniti e la droga era del tutto marginale. Gli Al Capone di allora gestivano un mercato illegale altamente redditizio per la criminalità, altamente costoso per il governo degli Stati Uniti e realmente sconfitto solo dalla fine del proibizionismo. Non è però Soros a sposare l’idea di chi vuole liberalizzare eroina, cocaina e affini, bensì cinque economisti premi Nobel che in un rapporto della London School of Economics sintetizzano amaramente: la guerra alla droga ad oggi ha fatto più male che bene. Ha arricchito i criminali e impoverito gli Stati che li combattono. Soros analizza gli aspetti economici e nel tirare le somme sottolinea come, in più di quattro decenni, i governi di tutto il mondo hanno stanziato ingenti somme di denaro in attività antidroga inefficaci e repressive. E il tutto a scapito di programmi che funzionano davvero come gli aghi gratuiti (per prevenire la trasmissione del virus dell’Aids) e la terapia sostitutiva.
Soros è in prima linea perché con la sua Open society foundations anche di tossicodipendenti si occupa, sostenendo programmi di riduzione del danno. Spiega: «Per ogni dollaro investito per evitare lo scambio di siringhe, se ne risparmiano 27 sui costi». Ancora più ingente il ritorno economico investendo in centri che somministrano sotto controllo droghe o applicano programmi di disintossicazione da oppiacei. Sarebbe questa la via per assestare un vero duro colpo ai narcotrafficanti. Come avvenne con la fine dell’alcol proibizionismo.
Mario Pappagallo



Related Articles

Il circolo (vizioso) degli interessi Un macigno da 80 miliardi l’anno

 Il boom del debito negli anni 80 Dal ‘95 al 2005 il difficile rientro Il calo rinviato Crescita nel 2015. Con le privatizzazioni lo stock aveva sfiorato il 100% del Pil. Il «minimo» nel 2007 al 103,3%, poi è tornato a salire

“Alzare l’accisa è pura follia con il prezzo della verde al top”

I consumatori: avevamo chiesto una detassazione, hanno fatto il contrario, 20 euro in più a testa che si aggiungono ai 300″ Il governo: “Un piccolo sacrificio che gli italiani saranno contenti di fare”

Spot antidroga, l’irresistibile vampira di Giovanardi

Da qualche tempo si può vedere in tv lo spot della nuova campagna nazionale contro la droga. Per chi non l’avesse visto, eccone una breve sintesi: un giovanotto, in procinto di partire per una vacanza sulla neve, viene raggiunto di corsa da un amico che gli passa un sacchetto trasparente contenete un discreto numero di compresse, senza alcuna contropartita in denaro.

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment