Nucleare, 1000 miliardi di euro in 10 anni

Nucleare, 1000 miliardi di euro in 10 anni

In giro per il mondo, in ogni minuto della nostra vita e qual­siasi cosa stiamo facendo, ci sono 20.500 bombe ato­mi­che, per un potere distrut­tivo totale pari a 600 mila volte quella di Hiro­shima. Le pos­sie­dono i cin­que mem­bri per­ma­nenti del Con­si­glio di Sicu­rezza con diritto di veto delle Nazioni unite (Usa, Rus­sia, Regno Unito, Fran­cia e Cina) e anche India, Paki­stan, Israele e Corea del Nord. Molti altri paesi le hanno sui pro­pri ter­ri­tori, pronte all’uso o stoc­cate nei depo­siti. Cir­co­lano per terra e per mare tra­spor­tate su por­tae­rei e via strada.

In Europa armi nucleari sono instal­late nelle basi Nato in Ger­ma­nia, Bel­gio, Paesi Bassi, Tur­chia. In Ita­lia i depo­siti sono ad Aviano e Ghedi. Dieci sono i porti ita­liani in cui pos­sono attrac­care navi armate di mis­sili nucleari o som­mer­gi­bili a pro­pul­sione nucleare: Augu­sta, Taranto, Livorno, Brin­disi, Gaeta, Castel­lam­mare di Sta­bia, Cagliari, Napoli, Trie­ste, La Spe­zia. Il bud­get del nucleare mili­tare nel mondo per i pros­simi dieci anni è pre­vi­sto in mille miliardi di euro.

Una cifra che non include il grande com­parto di spesa che finan­zia l’intersezione fra nucleare mili­tare e civile –con quest’ultimo che nutre la ricerca, la moder­niz­za­zione e la capa­cità di poten­ziale dei paesi che sono «sulla soglia», non pos­se­dendo armi nucleari ma essendo in con­di­zione di pro­durla. Que­ste e molte altre infor­ma­zioni sono con­te­nute nel breve ma intenso libro postumo di Ste­phane Hes­sel Esi­gete! Un disarmo nucleare totale pub­bli­cato in Ita­lia da Ediesse a cura di Mario Ago­sti­nelli, Luigi Mosca e Alfonso Navarra.

È l’ultimo appello che Hes­sel rivolge ai gio­vani del suo paese e del mondo intero.

A dif­fe­renza della Fran­cia, paese dell’autore, in Ita­lia ci sono gene­ra­zioni di atti­vi­sti for­mati nella lotta con­tro il nucleare civile e mili­tare. Grandi movi­menti di massa nei decenni pas­sati hanno fatto di que­sta bat­ta­glia una grande prio­rità poli­tica e culturale.

Molti dei dati che il libro riporta sono con­ser­vati nel codice gene­tico di migliaia e migliaia di per­sone nel nostro paese. Gra­zie anche a quel patri­mo­nio di espe­rienza e con­sa­pe­vo­lezza, siamo stati in grado di vin­cere due refe­ren­dum con­tro il nucleare civile. Eppure, o forse pro­prio per que­sto, il libro di Hes­sel va letto e dif­fuso, ovun­que. È un grande aiuto a far sì che la coscienza anti­nu­cleare si rige­neri, si tra­smetta, si ripro­duca.
Hes­sel, insieme ai cura­tori del libro, ci ricorda che le armi ato­mi­che sono un peri­colo per­ma­nente, per­va­sivo, quotidiano.

Un sot­to­fondo di ter­rore che accom­pa­gna la vita di tutti e di cia­scuno anche nei tempi o in luo­ghi in cui paiono non espli­ci­ta­mente minacciose.

Cher­no­byl è un deserto che ancora semina veleno nella terra e nelle vene delle per­sone, ven­totto anni dopo.
La radioat­ti­vità di Fuku­shima naviga per gli oceani. Le con­se­guenze mor­tali degli espe­ri­menti nucleari dei decenni pas­sati chissà se mai sarà pos­si­bile misu­rarle. Le sco­rie radioat­tive riem­piono il pia­neta –terre dei fuo­chi sono semi­nate ovunque.

Sono 146 i paesi che hanno votato all’Onu per una Con­ven­zione di eli­mi­na­zione delle armi nucleari. Ma la corsa non si ferma, e ci coin­volge direttamente.

Le nuove bombe B61 saranno rese tra­spor­ta­bili entro il 2020 dagli F35. Viene fatto pas­sare per un ammo­der­na­mento, in realtà si tratta di un grande salto di qua­lità: sono bombe che, una volta sgan­ciate, non cadono per gra­vità ma pos­sono diri­gersi su obiet­tivi specifici.

Il paci­fi­smo è tor­nato in campo alla grande, con l’Arena di Verona. Ce n’è biso­gno, su tanti fronti dell’azione paci­fi­sta, men­tre con l’Ucraina ritorna la guerra sul con­ti­nente euro­peo insieme a una nuova guerra fredda.
Disarmo e lotta al nucleare sono com­po­nenti fon­danti di un nuovo pro­getto poli­tico e sociale. Il Pre­si­dente della Repub­blica ha recen­te­mente tuo­nato con­tro l’antimilitarismo. Per for­tuna, c’è l’articolo 11 della nostra Costi­tu­zione a san­cire invece che esso è un valore. Gra­zie, par­ti­giano Hessel.



Related Articles

Aleppo, i tribunali della Sharìa Al Qaeda amministra la giustizia

 In Siria gli estremisti islamici hanno in mano intere regioni

 Li chiamano «Makhame Sharia», tribunali della legge islamica. Sono l’unica forma di amministrazione organizzata della giustizia nelle regioni controllate dalle brigate della rivoluzione siriana. Un tentativo di ordine nel caos generalizzato che progressivamente sta devastando il Paese.

Il folle memoriale del killer minacce anche al Papa e all’Italia preparava la strage dal 2009

 Oggi a Oslo Breivik per la prima volta in tribunale.   Un testo di 1500 pagine e un video messi in rete poche ore prima degli attacchi 

Arriva il super-laser americano che distrugge droni e navi

La Marina Usa ha annunciato che sarà  presto operativo. Un raggio costa meno di un dollaro

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment