Olanda oggi al voto, il partito xenofobo vola nei sondaggi

Olanda. 26 i seggi a Strasburgo. Gli anti-euro, e anti-immigrati, di Geert Wilders, alleato della francese Marine Le Pen, sono in testa

Giulia Sbarigia, il manifesto redazione • 22/5/2014 • Copertina, Internazionale • 1000 Viste

Oggi urne aperte anche in Olanda, uno dei sei Paesi fon­da­tori dell’Unione euro­pea. Si con­ten­dono i 26 seggi in palio molte forze poli­ti­che di medie dimen­sioni, secondo il tra­di­zio­nale accen­tuato plu­ra­li­smo del sistema poli­tico dei Paesi Bassi. I son­daggi danno in testa (circa al 20%) il Par­tito della libertà del popu­li­sta e xeno­fobo Geert Wil­ders, alleato della fran­cese Marine Le Pen. A seguire, appa­iati intorno al 15% i liberal-conservatori del pre­mier Mark Rutte e i libe­rali di sini­stra (entrambi nel gruppo libe­rale dell’Alde a Stra­sburgo), poi i demo­cri­stiani (12%), che nel 2009 risul­ta­rono il primo par­tito con il 20,1%.

Ai labu­ri­sti (PvdA) e ai socia­li­sti (Ps) è attri­buito circa il 10% cia­scuno: i primi (un tempo al 30%) sono nel Pse e sosten­gono Mar­tin Schulz, i secondi sono più a sini­stra. Cono­sciuto anche come «par­tito del pomo­doro», il Ps è una forza sui gene­ris: affi­liata all’eurogruppo del Gue/Ngl (Sini­stra unitaria/Sinistra verde nor­dica), di cui fa parte la Sini­stra euro­pea di Ale­xis Tsi­pras, sull’Unione euro­pea ha posi­zioni «quasi-scettiche», in favore di un par­ziale ritorno alle sovra­nità sta­tali. Non a caso, non sostiene espli­ci­ta­mente il lea­der greco alla pre­si­denza della Com­mis­sione Ue, ma fa una gara tutta «nazionale».

In calo i Verdi, dati al 4,5% (cin­que anni fa otten­nero il dop­pio), che ver­ranno supe­rati pro­ba­bil­mente dagli euro­scet­tici mode­rati dell’Unione cri­stiana (simili alla Csu bavarese).

Come nel caso del Regno Unito, anche nei Paesi Bassi i risul­tati si sapranno uffi­cial­mente sol­tanto dome­nica sera, quando si saranno con­cluse le ope­ra­zioni di voto in Ita­lia, l’ultimo Paese a chiu­dere le urne. L’unica noti­zia di sta­sera dovrebbe essere quella dell’affluenza: nel 2009 votò sol­tanto il 37% degli olan­desi (un dato che dagli anni ’90 non supera il 40%).

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