Tasi, in oltre 2 mila città si paga a giugno

Tasi. Ieri è scaduto il termine per le prime delibere: il 42% dei capoluoghi ha deciso, a cominciare da Napoli, Torino, Genova e Bologna

ROBERTO PETRINI, la Repubblica redazione • 24/5/2014 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 682 Viste

Corsa contro il tempo e rush finale dei Comuni italiani per approvare le delibere sulla Tasi 2014 e far pagare la tassa entro il 16 giugno. Per mettersi in regola i sindaci dovevano far approvare dai consigli comunali la delibera entro ieri e avranno tempo fino a lunedì 26 maggio per pubblicarli on line sul sito del Dipartimento delle Finanze. In circa 2000 amministrazioni ci sono riusciti.
Secondo una indagine-lampo, fatta dalla Cgia di Mestre, i capoluoghi di provincia la cui delibera di approvazione delle aliquote Tasi è stata pubblicata sul sito del Dipartimento delle Finanze, sono fino a ieri 46: si tratta del 41,8 per cento dei comuni capoluogo di provincia. Tra loro vi sono 8 comuni capoluogo di regione (Aosta, Bologna, Cagliari, Genova, Napoli, Torino, Trento, Venezia). Rinviano ad ottobre, invece, Roma e Milano. In crescita negli ultimi giorni anche il numero complessivo dei Municipi che hanno dato il via libera alla Tasi. Le delibere
pubblicate erano ieri sera, secondo i dati del ministero dell’Economia, 2.065, circa 500 in più rispetto a giovedì. Segno che molte amministrazioni, nonostante le elezioni, hanno convocato i consigli e si sono messe in regola con le indicazioni normative.
Risulta comunque che altre 128 delibere sono «in lavorazione », ovvero sotto la lente dei tecnici, e con ogni probabilità entro la scadenza della mezzanotte di ieri il numero totale potrebbe aver superato le 2.200 amministrazioni, ovvero più di un quarto degli 8.000 Comuni italiani.
Per tutti gli altri i tempi si allungheranno con il prossimo decreto (era atteso in consiglio dei ministri in settimana ma ormai slitta a dopo le elezioni), che dovrà spostare la scadenza per le delibere al 31 luglio con la conseguenza che il termine del pagamento si sposterà in avanti: si passerà dal 16 giugno, data prevista per i Comuni adempienti, al 16 ottobre nuovo termine previsto per i ritardatari. I Municipi che resteranno inadempienti anche oltre il 31 luglio costringeranno i propri contribuenti a pagare il 16 dicembre in unica soluzione attingendo alla tredicesima.
Ieri il presidente del Consiglio Renzi ha assicurato che non c’è nessun rinvio della decisione del governo e che c’è l’accordo con il presidente dell’Anci Fassino per spostare il versamento ad ottobre in modo da facilitare i Comuni che «per motivi elettorali e per aspettare di scegliere i nuovi sindaci» hanno evitato fino
ad oggi di fissare l’aliquota. Renzi ha dedicato una battuta anche al peso della Tasi sulle tasche dei contribuenti, tale in qualche caso da «mangiare» il bonus-Irpef: «Dire che la Tasi neutralizza gli 80 euro è una barzelletta », ha osservato.
C’è comunque preoccupazione tra i contribuenti e gli addetti ai lavori, dai Caf ai commercialisti, che segnalano ancora alcuni problemi. «E’ un clima da incubo», commenta il segretario della Cgia di Mestre Bortolussi. Con le elezioni alle porte, appare infatti complicata la messa a punto delle aliquote di quei Comuni con più di 15 mila abitanti (circa 230, dove si vota con il sistema maggioritario a doppio turno) che potrebbero andare al ballottaggio domenica 8 giugno. Visto il nuovo obbligo di stabilire le aliquote entro il 31 luglio, sarà necessaria una brusca accelerazione delle procedure amministrative necessarie all’insediamento della nuova giunta e il varo in tempo debito delle delibere-Tasi.

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