Cgil a Marchionne “Scelte pericolose” Gli operai Maserati “Risolva i problemi”

La Camusso: il blocco dei trasferimenti fa pensare a piani industriali variabili Appello della Fim: subito il confronto

DIEGO LONGHIN, la Repubblica redazione • 21/6/2014 • Copertina, Lavoro, economia & finanza, Sindacato • 902 Viste

TORINO . «Noi siamo orgogliosi di quello che stiamo facendo alla Maserati, della nostra italianità fatta di risultati eccellenti e di etica del lavoro, ma l’etica del lavoro prevede che ci sia anche nei rapporti reciproci, trovando il giusto compromesso, non pretendendo di avere sempre ragione e di prevalere sulla controparte». Il giorno dopo la lettera aperta di Sergio Marchionne ai suoi «collaboratori» contro chi ha aderito allo sciopero nello stabilimento di Grugliasco e la decisione del Lingotto di sospendere il trasferimento di 500 operai da Mirafiori alla Maserati, le tute blu del polo del lusso rispondono all’amministratore delegato.
Una lettera resa nota dalla Fiom, ma che è stata sottoscritta anche da operai di altre sigle e che verrà distribuita lunedì ai cancelli di Grugliasco. Una pagina e mezza in cui si ricordano i problemi, dai carichi di lavori ai mancati aumenti contrattuali, passando per i giorni di ferie, pochi rispetto ad un anno «in cui abbiamo dato il massimo. Non sono questioni banali, sminuirle e ignorarle non è l’atteggiamento corretto. I problemi, piccoli o grandi, vanno affrontati ». Gli operai si dicono stupidi dalla «veemenza» di Marchionne e «che si dovrebbe riflettere sulla gravita delle conseguenze che certe azioni comportano», riferendosi allo stop del trasferimento dei colleghi in cassa integrazione.
Una “ritorsione” da parte dell’azienda, non solo nei confronti della Fiom, sindacato reo di aver fatto un’ora di sciopero per convocare un’assemblea negata, ma dei sindacati del «sì» Fim, Uilm, Fismic, Ugl sul blocco straordinari dopo l’interruzione delle trattative sul rinnovo del contratto. «La posizione che ha assunto la Fiat è pericolosa», dice il segretario della Cgil, Susanna Camusso. «Reagire bloccando il trasferimento di lavoratori da Mirafiori a Grugliasco fa pensare che ci siano dei piani industriali variabili per impedire ai lavoratori di esprimere le loro opinioni. Non c’è possibilità di iniziativa per i lavoratori», sostiene la segretaria.
Il neo presidente della Regione, Sergio Chiamparino, sposta il problema sul piano politico. «È la conferma di un tema che sollevo da tempo: la necessità di nuove relazioni sindacali in Italia che tengano conto,
da entrambe le parti, del fatto che viviamo in un mondo che non è più quello degli anni ‘80. Ed è un tema prima di tutto politico. Le proposte di legge sono ferme e sul piano delle relazioni si fanno protocolli d’intesa
che, con tutta evidenza, non sono sufficientemente efficaci». Il sindaco di Torino, Piero Fassino, si tiene lontano dalla diatriba: «Non spetta ad un sindaco commentare, ma è del tutto normale che vi sia una dialettica
tra azienda e sindacati. Ci sono modi e luoghi per gestire e comporre questa dialettica».
I sindacati del sì, dalla Uil con il segretario Rocco Palombella alla Fim con Giuseppe Farina, stigmatizzano la scelta di Marchionne di sospendere i trasferimenti da Mirafiori a Grugliasco e chiedono di riaprire la trattativa sul contratto. Roberto Di Maulo, numero uno del Fismic, teme un ritorno sulla scena della Fiom, di «posizione
estremiste» e invita i colleghi delle altre sigle a trovare una soluzione economica intermedia sul contratto: «50 euro di differenza non possono rovinare tutto».

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