Sull’acqua lezione di democrazia greca

Beni comuni. Un referendum autorganizzato contro la privatizzazione del servizio idrico spaventa il governo. E riapre la partita

Caterina Amicucci, il manifesto redazione • 13/6/2014 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Buone pratiche e Buone notizie, Copertina, Internazionale • 715 Viste

Il 18 mag­gio si è svolto a Salo­nicco il refe­ren­dum con­tro la pri­va­tiz­za­zione dell’Eyath, la società che gesti­sce il ser­vi­zio idrico nel distretto muni­ci­pale e che, in onore dei memo­ran­dum sot­to­scritti dalla Gre­cia con la troika in cam­bio del piano di sal­va­tag­gio da 172 miliardi di euro, è finita nel fondo elle­nico per lo svi­luppo degli asset (www?.hradf?.com).

Si tratta di uno stru­mento finan­zia­rio creato dal governo Sama­ras con l’obiettivo di ven­dere il patri­mo­nio pub­blico nazio­nale, incluse le società che gesti­scono il ser­vi­zio idrico nelle aree metro­po­li­tane, di pro­prietà sta­tale. L’iter di pri­va­tiz­za­zione dell’Eyath è comin­ciato con una gara di pre­qua­li­fi­ca­zione che si è svolta lo scorso anno dalla quale sono state ammesse a pre­sen­tare pro­po­ste di acqui­sto la fran­cese Suez e l’israeliana Meko­rot. In realtà l’ unica vera società in pista è Suez che pos­siede già il 5% dell’Eyath e si dice sia con­sor­ziata con il magnate dei media greco George Bobo­las. L’Eyath è una società che genera 20 milioni di euro di pro­fitto l’anno e con soli 80 milioni la mul­tiu­ti­lity fran­cese potrebbe por­tarsi a casa il 51% della società.

Comi­tati di cit­ta­dini e il sin­da­cato dei lavo­ra­tori hanno con­vo­cato un refe­ren­dum autor­ga­niz­zato. L’iniziativa ha visto l’adesione dei 16 muni­cipi, di varie­gato colore poli­tico, che com­pon­gono l’area metro­po­li­tana di Salo­nicco che ha con­sen­tito di pro­gram­mare la con­sul­ta­zione in con­co­mi­tanza con le ele­zioni ammi­ni­stra­tive del 18 mag­gio. Una scom­messa enorme, garan­tire una o più urne in ognuna delle 200 scuole con la mobi­li­ta­zione di almeno 1500 volontari.

Il refe­ren­dum aveva solo un valore con­sul­tivo in quanto in Gre­cia la con­sul­ta­zione popo­lare può essere uffi­cial­mente con­vo­cata solo attra­verso l’approvazione del Par­la­mento e ciò, di fatto, rende lo stru­mento privo di signi­fi­cato. Nono­stante que­sto è riu­scita a spa­ven­tare il governo che a meno di 24 ore dall’apertura dei seggi ha dichia­rato il refe­ren­dum ille­gale e proi­bito l’utilizzo delle liste elet­to­rali. Una mossa che aveva un duplice obiet­tivo, da un lato spa­ven­tare i volon­tari, dall’altro dele­git­ti­mare la pro­ce­dura di vota­zione. Ma la mossa del governo si è tra­sfor­mata in un boo­me­rang, il refe­ren­dum si è svolto nelle strade ed è stato un suc­cesso. Lo spo­glio, rea­liz­zato da un cen­ti­naio di volon­tari sotto il con­trollo dell’associazione degli avvo­cati si è con­cluso alle 4.30 di mat­tina del giorno seguente, tota­liz­zando 219 mila schede di cui 213 mila con­tro la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua. Un risul­tato ecce­zio­nale, con­si­de­rando che l’affluenza alle ele­zioni uffi­ciali è stata di 428 mila e quindi più del 50% degli elet­tori si è espresso attra­verso un refe­ren­dum inte­ra­mente autorganizzato.

Natu­ral­mente il governo è inten­zio­nato ad andare avanti ma alcuni con­tra­stanti segnali dimo­strano che l’iniziativa è ser­vita a dare una scossa. Il Con­si­glio di Stato ha con­tem­po­ra­nea­mente dichia­rato inco­sti­tu­zio­nale la pri­va­tiz­za­zione dell’Eydap, la società di Atene e respinto il ricorso del sin­da­cato dell’Eyath.

La Suez si è affret­tata a dire che a Salo­nicco non è in corso una pri­va­tiz­za­zione ma la costru­zione di una part­ner­ship pubblico-privata. Nel clima di con­fu­sione della dit­ta­tura finan­zia­ria greca una cosa è certa: la par­tita è ancora aperta e la bat­ta­glia per l’acqua bene comune pro­se­gue raf­for­zata dal suc­cesso di un’iniziativa dal basso senza pre­ce­denti nella sto­ria poli­tica del paese.

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