Argentina, fondi avvoltoi, scadenza il 31

Buenos Aires. Mancano pochi giorni alla scadenza del pagamento imposto al governo Kirchner

Geraldina Colotti, il manifesto redazione • 29/7/2014 • Copertina, Globalizzazione,sviluppo, multinazionali, Internazionale, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 1002 Viste

Nes­sun passo avanti tra il governo argen­tino e gli avvo­cati dei « fondi avvoltoi » a pochi giorni dalla sca­denza di paga­mento impo­sta dal giu­dice sta­tu­ni­tense Tho­mas Griesa. Per « avvoltoi » s’intende que­gli spe­cu­la­tori che acqui­si­scono «fondi spaz­za­tura», ovvero titoli del debito di paesi in default a prezzo bas­sis­simo e poi si rivol­gono ai tri­bu­nali per rica­varne il mas­simo del guadagno.

E’ quanto acca­duto al governo argen­tino in con­se­guenza della grave crisi del 2001 che ha por­tato il paese in ban­ca­rotta. In seguito, il governo ha impo­stato a diverse riprese un nego­ziato con il 92% dei cre­di­tori. Gli altri (tra que­sti Nml Capi­tal Ltd del miliar­dea­rio Paul Sin­ger e Aure­lius Capi­tal Mana­ge­ment), hanno però deciso di rivol­gersi ai tri­bu­nali. E hanno tro­vato ascolto nelle ripe­tute sen­tenze a loro favore emesse da Griesa. Sen­tenze con­fer­mate dalla Corte suprema di giu­sti­zia Usa, che ha respinto il ricorso pre­sen­tato dall’Argentina, il 16 giu­gno. E tutto è tor­nato nelle mani del magi­strato new­yor­chese, che ha impo­sto a Bue­nos Aires di cor­ri­spon­dere la somma richie­sta ai « fondi avvoltoi » entro il 31 luglio. Il governo Kirch­ner gli ha chie­sto di sospen­dere la sen­tenza in attesa di tro­vare una media­zione. Griesa ha sem­pre rifiu­tato, riman­dando la solu­zione al nego­ziato in corso tra l’Argentina e un media­tore da lui nominato.

Una corsa con­tro il tempo che rischia di far pre­ci­pi­tare l’Argentina in un nuovo bara­tro eco­no­mico: per­ché intanto il giu­dice ha bloc­cato l’erogazione di una rata di paga­mento ai pos­ses­sori di fondi che hanno rine­go­ziato il debito e che potreb­bero anche deci­dere di seguire la pro­ce­dura adot­tata dagli « avvoltoi ». Ieri l’Argentina non ha par­te­ci­pato all’incontro con il media­tore ed è invece tor­nata a denun­ciare la situa­zione al ver­tice del Mer­co­sur, in corso a Cara­cas: come già ha fatto al sum­mit dei Brics in Bra­sile, durante il quale è stata fon­data la banca per lo svi­luppo e isti­tuito un fondo per i paesi mem­bri in dif­fi­coltà finanziarie.

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