Ladri? Peggio, bankieri! “Lotta di classe dall’alto”, Sergio Segio

Che siano bankieri o ‘banksters’ alla fine poco importa. Sono loro i responsabili della crisi e degli effetti connessi. E’ stato ripetuto a Roma, alla sede della Cgil, dove si e’ presentato il ‘Rapporto 2014 sui Diritti globali’ (Ediesse editore)

redazione • 10/7/2014 • Copertina, Informazione & Comunicazione, Lavoro, economia & finanza, Lavoro, economia & finanza nel mondo, Rapporto 2014, Studi, Rapporti & Statistiche • 1695 Viste

Dalla cupidigia all’avidità e da qui allo ‘sboom’ del 2008 il passo e’ stato celere, come pure le ulteriori conseguenze etichettate dalle decisioni di Fmi, Bce, Commissione Europea. Secondo Danilo Barbi, segretario nazionale Cgil, “Con il vecchio modello di sviluppo non avremo mai più occupazione, mai più! E l’Europa dovrà convivere con il costante 10% di disoccupati”.

Da parte sua, un contributo fatto di cifre e di un ragionamento cristallino – di cui qui potete ascoltare un estratto.

Per Barbi, “Il mancato sviluppo e la mancanza di occupazione determinano cattivo pensiero sociale e da qui i rischi legati ai nazionalismi. In Italia non si osa parlare di ricchezza: eppure in Spagna e in altri Paesi dell’UE le rendite finanziarie sono entrate nell’Irpef e si e’ realizzata progressività di prelievo… Cosa accadrebbe da noi se si osasse proporre una cosa simile?”.

Sergio Segio, presidente di Società e Informazione Onlus e curatore del Rapporto, ha dichiarato che “Non di crisi si tratta bensì di catastrofe globale. Dopo sei anni, gli indicatori economici e sociali rivelano un quadro drammatico: in Europa le persone senza lavoro sono aumentate di 10 milioni, portando a 27 il totale attuale. In Italia il numero di chi vive in condizioni di povertà assoluta e’ raddoppiato fra il 2007 e il 2012, passando da 2ml 400mila a 4ml 800mila. Tra il 2012 e il 2013 si sono persi 424mila posti di lavoro”.

Solo numeri? No, poiché Segio affronta il tema delle soluzioni annotando come “Non si sia fatto alcun serio investimento per promuovere l’occupazione e sostenere il lavoro. La rotta non e’ stata invertita e nemmeno corretta. Le politiche della Bce, del Fondo Monetario e della CE hanno portato allo stremo Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Romania. In atto vi e’ una lotta ‘di classe dall’alto’, una resa dei conti con i sistemi di welfare e di Stato sociale”.
Nulla e’ mutato nel paradigma condiviso, “Le logiche del profitto guardano ancora alla crescita infinita. Addirittura i Poteri forti rilanciano con il T.T.I.P.-Transatlantic Trade and Investment Partnership, trattato commerciale fra UE e U.S.A.” (peraltro ancora semi-segreto e non portato all’attenzione dell’opinione pubblica, almeno quella europea – N.d.R.). E’ allora in torto Federico Rampini, con il suo libro ‘Banchieri-storie dal nuovo banditismo globale’ (Mondadori)?

Maurizio Gubbiotti, coordinatore nazionale Legambiente, ha affermato che “In dodici anni, dalla prima edizione del Rapporto a oggi il quadro geo-politico e’ totalmente mutato”; Don Armando Zampolini, presidente Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, che “L’eccesso di proprietà privata e’ un furto ai poveri”; Alessio Scandurra di ‘Antigone’, che “La tutela dei diritti deve essere intesa in chiave globale. A Genova, nel 2001, siamo stati picchiati perché il Potere non aveva altre risposte da dare”.

Come ha chiosato l’on. Paolo Beni (Pd), “Quelli attuali sono i risultati di uno sviluppo sbagliato e palesemente fallito anche se oggi non da tutti accettato”. Fra costoro, i profeti delle politiche pubbliche inutili e del mercato regolatore di se stesso, “Oltre alla Troika al governo in Europa”.

Alla presentazione del Rapporto – steso con il fattivo contributo di ActionAid, Arci, Fondazione Basso, Forum Ambientalista,Gruppo Abele – anche il sen. Luigi Manconi (Pd), presidente della Commissione Diritti umani.

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