Obama chiama Putin, è grande gelo

Obama chiama Putin, è grande gelo

NEW YORK . Ai tempi della guerra fredda era chiamato il “telefono rosso”, ieri la linea diretta tra Cremlino e Casa Bianca è stata particolarmente bollente. Era passato da poco mezzogiorno (fuso di Washington) quando Obama e Putin hanno iniziata parlare. Un colloquio già previsto, il presidente Usa voleva spiegare a voce le nuove sanzioni, quello russo era pronto a ribattere («le nostre relazioni sono morte»), il tutto nell’abituale freddezza degli ultimi tempi tra i due leader. È stato solo verso la fine della telefonata che Putin, aggiornato dai suoi collaboratori, ha parlato del Boeing malese abbattuto. Poche parole, mentre alla Casa Bianca già si stava attivando il gabinetto di crisi e veniva installata una linea “open” con Kiev. E così la freddezza è diventata (aldilà delle parole di circostanza) grande gelo, mentre la Gran Bretagna ha chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza Onu e sia il ministro agli Esteri tedesco Steinmeier che il segretario generale della Nato Rasmussen pretendono un’inchiesta indipendente. «Il mondo intero guarda alla terribile tragedia, stiamo lavorando per capire se e quanti americani erano a bordo», ha detto Obama (in viaggio a bordo dell’Air Force One dopo la telefonata con Putin) prima del previsto discorso sull’economia in Delaware. In Russia, Putin prende la parola dopo qualche ora per gettare la responsabilità sugli ucraini: «La responsabilità è di Kiev. Il disastro non ci sarebbe stato se non avesse ripreso le operazioni militari contro i ribelli».
Per quello che riguarda la Casa Bianca, se ad abbattere l’aereo fosse stato davvero un missile fornito dalla Russia ai ribelli (ipotesi presa molto sul serio), anche le nuove sanzioni che Obama aveva annunciato nella serata di mercoledì passerebbero in secondo piano: quello dei filorussi sarebbe interpretato come un atto di guerra (commesso o meno per errore ha poca importanza) e le conseguenze (negli Usa i “falchi” sono già all’attacco) difficili da immaginare. Certamente — il Dipartimento di Stato ha già contattato le principali cancellerie europee — verrà chiesto agli alleati di inasprire subito le sanzioni. Intanto, sulla scia delle notizie in arrivo dall’Ucraina, chiusure in negativo per le Borse europee, da Londra a Parigi passando da Madrid. In calo anche Wall Street.



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