Armi ai curdi, tempi stretti Renzi: un dovere europeo Ma il M5S alza un muro

Armi ai curdi, tempi stretti Renzi: un dovere europeo Ma il M5S alza un muro

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ROMA. A questo punto in Iraq si fa sul serio. «Dopo aver sempre sostenuto che l’Europa non è solo spread e Maastricht, ora che la guidiamo noi per un semestre è giusto mostrarlo ». Del resto Renzi l’aveva assicurato a Obama in una telefonata della scorsa settimana: «Se dovesse servire non ci tireremo indietro ». Il momento è arrivato e l’Italia è pronta, dopo la riunione di domani delle commissioni affari esteri e difesa, a spedire nel Kurdistan iracheno quanto ci è stato richiesto. «Il corridoio aereo tra Pisa e Erbil c’è già — fanno notare fonti della Difesa —, noi possiamo partire subito».
Si aspetterà tuttavia il voto delle commissioni, anche se — come fanno notare dal governo — «non si tratta di una nuova missione militare e quindi non sarebbe nemmeno necessario un voto di autorizzazione». In ogni caso la risoluzione contraria dei Cinque stelle all’intervento ne chiamerà logicamente una opposta anche della maggioranza. E contatti
sono in corso tra Pd e Forza Italia per arrivare a un voto quasi unanime delle commissioni, che comprenda anche Sel e Lega. In fondo la «cornice istituzionale» è stata offerta dal Consiglio europeo di Ferragosto che ha deliberato l’invio delle armi per i peshmerga che stanno cercando di fermare l’avanzata degli jahdisti. «Lady Ashton era in vacanza — fanno notare fonti diplomatiche italiane — e siamo stati noi a spingere per la convocazione. Sarebbe paradossale che venissimo meno proprio noi a quanto deliberato». Per evitare una sovrapposizione tra gli aiuti gli stati maggiori di vari paesi — tra cui Usa, Italia, Francia, Germania e Inghilterra — si stanno coordinando tra loro per decidere chi manderà cosa. E a Roma è stato affidato il compito di trovare le armi leggere. I C-130J dell’aeronautica militare potrebbero partire subito dopo il voto, prima della fine della settimana.
Il ministro della Difesa Pinotti e il capo di Stato maggiore Binelli Mantelli ieri mattina, oltre alla visita ai poligoni militari della Sardegna, avrebbero ispezionato i bunker sotterranei sull’isola di Santo Stefano, nell’arcipelago della Maddalena, proprio per verificare di persona le armi per i curdi stoccate in gallerie lunghe diversi km. Circostanza smentita dallo staff della Pinotti: «Il sopralluogo è stato solo al poligono per verificare se sia possibile arrivare a un equilibrio tra le esigenze della Difesa e le richieste che arrivano dal territorio».
Intorno all’appuntamento di domani in Parlamento — che potrebbe essere disertato da molti onorevoli in vacanza, tra cui il grillino Alessandro Di Battista (in Nepal) — si infiamma intanto la polemica politica tra M5S e leghisti. Ad accendere le polveri ci pensa il blog Beppegrillo. it con un post intitolato «i maiali leghisti» che rievoca alcuni controversi episodi del rapporto fra il Carroccio e il mondo islamico. Replica del segretario della Lega Matteo Salvini: «C’è chi difende gli italiani dall’invasione clandestina c’è invece chi cancella il reato di immigrazione clandestina e difende gli estremisti islamici».



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