“Hamas viola la tregua” Pioggia di razzi su Israele. Netanyahu ordina i raid muore una bambina

“Hamas viola la tregua” Pioggia di razzi su Israele. Netanyahu ordina i raid muore una bambina

GERUSALEMME. ERANO quasi le tre del pomeriggio quando il portavoce dell’esercito ha dato l’annuncio: tre razzi lanciati dalla Striscia di Gaza hanno colpito il sud di Israele. Questa volta non ci sono dubbi, Hamas ha rotto in modo unilaterale la tregua mentre al Cairo i negoziati erano ancora in corso. E soprattutto quando mancavano nove lunghe ore alla scadenza del cessate-il-fuoco. La reazione di Gerusalemme non si è fatta attendere. «I terroristi hanno violato il cessate- il-fuoco», dice il tweet che arriva alle 15 in punto, precisando che i razzi di Hamas hanno colpito Beer Sheva (la città più grande nel deserto del Neghev) e Netivot (che si trova tra Beer Sheva e Gaza). Passano ancora pochi minuti e il premier Netanyahu dà il via all’inevitabile rappresaglia, coinvolgendo sia l’esercito — con tiri di artiglieria — sia l’aviazione (con il lancio di bombe mirate su «obiettivi terroristi»). In tarda serata, poi, un nuovo lancio di razzi, questa volta mirati sull’aeroporto “Ben Gurion” di Tel Aviv. Le brigate al Qassam, braccio militare di Hamas, hanno rivendicato subito l’attacco, contrariamente a quello che è accaduto con i lanci del pomeriggio. In particolare, gli ordigni che hanno colpito questa e anche altre zone di Israele sarebbero i M75 e i Farj di produzione iraniana. Le forze armate hanno subito avvisato i cittadini che vivono entro 80 chilometri dai confini di Gaza di aprire i rifugi anti-bomba. Poco prima dell’una di notte anche a Gerusalemme è ripartito l’urlo delle sirene, l’esercito fa sapere che il razzo è stato intercettato con successo.
Alla vigilia del viaggio di Abu Mazen a Doha — con il previsto incontro (previsto per oggi) con il capo politico dei palestinesi di Gaza Meshal e con l’emiro del Qatar, grande protettore e finanziatore di Hamas — la violazione del cessate-il-fuoco non ha alcun senso politico-diplomatico: potrebbe essere il tentativo disperato dell’organizzazione terrorista di uscire dal vicolo cieco in cui si è cacciata, incapace di raggiungere un vantaggioso risultato dai negoziati del Cairo e quindi spinta a rilanciare un conflitto che la renda di nuovo protagonista (non importa a che prezzi di sangue per la popolazione di Gaza).
All’interno di Israele e del suo governo c’era chi non aspettava di meglio. Questa volta la tentazione di dare il colpo definitivo ad Hamas rientrando a Gaza con le truppe di terra è forte. L’esercito ha pronte diverse opzioni, che vanno da un conflitto limitato e a bassa intensità ad una occupazione totale della Striscia. In questo ultimo scenario l’obiettivo non sarebbero più i tunnel “offensivi”, quelli che venivano usati per lanciare gli attacchi all’interno di Israele (e che sono stati tutti, o quasi, distrutti), ma quelli “difensivi”. La grande rete sotterranea dove vivono e si nascondono i leader militari di Hamas, le brigate di élites dell’organizzazione terrorista e dove viene tenuto il grosso delle munizioni (missili e razzi ma non solo) ottenute
via Iran e Qatar.
Nonostante che i raid israeliani del pomeriggio fossero limitati, negli attacchi su Gaza sono morte una bambina di 5 anni e una donna di 40 anni. In un altro raid che ha colpito un edificio che ospita gli uffici della tv di Hamas
al-Aqsa sono rimaste ferite altre 21 persone. Dall’interno della Striscia è partita una nuova ondata di profughi, genere di ogni età, che tentano di mettersi in salvo: dalle bombe israeliane prima che la situazione precipiti o dai diktat di Hamas che li usa come scudi umani. Dopo i razzi palestinesi hanno colpito le cittadina israeliana di Ashdod ed Ashkelon e prima ancora dell’attacco sull’aereoporto di Tel Aviv un portavoce di Hamas metteva una pietra definitiva sull’ipotesi di tregua duratura: «È svanita ogni possibilità».
In realtà non è ancora detto. L’Egitto sta premendo sull’Olp e su chi in Cisgiordania si augura di prendere il posto di Hamas nel controllo della Striscia di Gaza. Il blitz delle forze di sicurezza israeliane, che proprio in Cisgiordania hanno arrestato 93 militanti di Hamas, sequestrato un vero e proprio arsenale e scoperto un tentativo di golpe ai danni di Abu Mazen ha allarmato un Autorità Palestinese che rischia — se la guerra dovesse continuare a lungo — di essere messa fuori gioco anche a Ramallah.
Il soldato israeliano-americano David Menahem Gordon, scomparso da domenica scorsa, è stato trovato morto. Incerte le cause, possibile un suicidio



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