L’Ilva uccide un altro operaio, sciopero di 24 ore a Taranto

Incidente mortale nel reparto Acciaieria 1, il quarto dal 2012. Angelo Iodice, 54 anni, era intento ad effettuare un sopralluogo su alcuni binari quando, per cause ancora in corso di accertamento, è stato travolto da un mezzo meccanico guidato da un collega della stessa ditta

Gianmario Leone, il manifesto redazione • 5/9/2014 • Copertina, Salute & Sicurezza sul lavoro • 688 Viste

L’Ilva di Taranto ha ucciso un altro ope­raio. Il quarto dall’estate 2012, quando furono seque­strati gli impianti dell’area a caldo, il primo nell’era del com­mis­sa­rio Piero Gnudi. A per­dere la vita Angelo Iodice, geo­me­tra di 54 anni della pro­vin­cia di Salerno, dipen­dente dell’impresa appal­ta­trice Glo­bal Ser­vice di Caserta.

L’incidente mor­tale è avve­nuto nel reparto Accia­ie­ria 1: Iodice era intento ad effet­tuare un sopral­luogo su alcuni binari quando, per cause ancora in corso di accer­ta­mento, è stato tra­volto da un mezzo mec­ca­nico gui­dato da un col­lega della stessa ditta. I lavo­ra­tori sta­vano ope­rando nel punto in cui il 27 ago­sto scorso, è dera­gliato un carro siluro rove­sciando 200 ton­nel­late di ghisa: la sosti­tu­zione dei binari, insieme al ripri­stino di tutta la zona, si è resa neces­sa­ria in quanto la fuo­riu­scita della ghisa dal carro siluro ne aveva pro­vo­cato lo scio­gli­mento: la ghisa con­te­nuta nel carro siluro aveva infatti una tem­pe­ra­tura com­presa tra i 1600 e i 1800 gradi.

Imme­diata la levata di scudi dei sin­da­cati metal­mec­ca­nici, che hanno indetto uno scio­pero di 24 ore ini­ziato alle 15 di ieri, denun­ciando ancora una volta la man­canza di manu­ten­zione degli impianti e l’assenza di pro­ce­dure chiare che impe­di­scano la pre­senza e il movi­mento di mezzi in pre­senza di lavo­ra­tori sui binari. Il che lascia basiti se pen­siamo che stiamo par­lando del più grande side­rur­gico d’Europa e soprat­tutto che ciò avvenga dopo che il com­mis­sa­rio Gnudi nelle ultime set­ti­mane abbia effet­tuato una serie di nomine atte pro­prio ad una migliore gestione dello sta­bi­li­mento e dell’attività pro­dut­tiva. La Fiom Cgil ha già dichia­rato che si costi­tuirà parte civile nel futuro pro­cesso che indi­vi­duerà le respon­sa­bi­lità di quanto acca­duto ieri.

Ciò che risulta ancora poco chiaro, tra l’altro, è il fatto che Iodice era anche respon­sa­bile della sicu­rezza per la Glo­bal Ser­vice: dun­que non un ope­raio sprov­ve­duto o alle prime armi. Inol­tre, la mac­china ope­ra­trice usata per il sopral­luogo scorre sui binari, pro­ce­dendo con­ti­nua­mente avanti e indie­tro: in pra­tica lo stesso lavoro che fanno le Fer­ro­vie quando devono siste­mare i binari. Ora, pro­prio per­ché la mac­china è in con­ti­nuo movi­mento, nes­suno deve tran­si­tare sui binari quando il mezzo è in azione. Invece pare pro­prio che Iodice stesse svol­gendo un sopral­luogo e che il col­lega di lavoro, non veden­dolo, lo abbia tra­volto e ucciso. I lavori sui binari interni al side­rur­gico anni addie­tro erano svolto diret­ta­mente dall’Ilva con per­so­nale pro­prio, poi, si è deciso di affi­darli all’esterno appal­tan­doli a ditte come la Glo­bal Ser­vice per cui lavo­rava Iodice.

Intanto, entro il wee­kend il com­mis­sa­rio Gundi dovrebbe otte­nere dalle ban­che (Uni­cre­dit, Banca Intesa e Banco Popo­lare), la prima trance di 125 milioni di euro del pre­stito ponte che ser­virà a ridare ossi­geno ad un’azienda in pro­fonda crisi finan­zia­ria e che, giorno dopo giorno, si sta tra­sfor­mando in una vera e pro­pria trap­pola mor­tale per gli oltre 11mila ope­rai che vi lavorano.

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